Il consigliere della Fondazione Filadelfia Domenico Beccaria denuncia i ritardi nei pagamenti del Torino per lo stadio

Finalmente il Toro ha la sua casa, il suo tempio. Risorto sulle ceneri dello stadio che vide i campioni del Grande Torino, dell'ultimo scudetto e di molti ex ragazzi del Filadelfia, lo stadio di allenamento del Torino Fc è ancora al centro di forti polemiche tra la fondazione e la squadra del patron Urbano Cairo.

Il consigliere della Fondazione Filadelfia Domenico Beccaria, intervistato da Valentino Della Casa della testata giornalistica Toro.it, ha evidenziato con forza il comportamento scorretto, a suo dire, della società Torino Fc. Usa parole dure Beccaria, descrivendo una  brutta storia (di soldi) travagliata e trascinata che si scontra con il blasone e il rispetto verso questo luogo, tanto voluto e tanto amato da Torino e da tutti i tifosi granata.

Il consigliere denuncia un ritardo nei soldi promessi da Urbano Cairo alla solenne inaugurazione dello Stadio Filadelfia. Il Presidente aveva promesso davanti ai tifosi che insieme a giocatori e sponsor avrebbe finanziato la fine dei lavori, "acquistando" i seggiolini della tribuna e sostenendo le spese per il recupero del piazzale Filadelfia, storico luogo di incontro dei tifosi granata. Soldi che a quanto detto da Beccaria non sono ancora arrivati e nemmeno se ne vede una remota possibilità nelle prossime settimane. 

Incalzato dal giornalista di Toro.it sulla questione soldi, Beccaria risponde in maniera lapalissiana:

"I soldi per ultimare i lavori non sappiamo quando arriveranno. Alla nostra sollecitazione ci era stato detto da Ferrauto che il Toro avrebbe pagato una volta emessa la fattura. Ma il problema è di natura squisitamente pratica: la Fondazione ha l’obbligo di emettere regolare fattura con pagamento mensile dell’Iva. Ora, una fattura da 500mila euro netti, prevede 110mila euro di tasse da pagare, che la fondazione non ha: la mia paura è che l’emissione della fattura, senza la garanzia che questa venga saldata a strettissimo giro di posta, possa crearci non pochi problemi di natura economica".

C'è un altro intrigo a monte delle polemiche sollevate, vale a dire la questione mutuo e relativo potere decisionale in sede di Consiglio, ancora Beccaria: "Formalmente il mutuo è stato acceso dalla Fondazione, per quanto, ho fatto notare io, ci siano proprio le garanzie regionali alle spalle. Ma siccome alla Regione sembra interessare poco la questione, e siccome non è stato il Torino ma la Fondazione Mamma Cairo a pagare per conto del Toro il milione di euro, di fatto la Città di Torino ha un capitale di 5 milioni, mentre tutti gli altri soci fondatori si ritrovano con molto meno: in totale il Comune rivendica quasi il 90% delle quote, che in Consiglio di Fondazione vuol dire potere decisionale totale, visto che non si vota pro capite, ma pro capitale investito.".

La situazione come viene facile da capire,  è quindi ferma e immobile, al Comune pare non interessare accelerare sul fine lavori, la Regione ha offerto le garanzie ma non figure responsabili, il Torino fc è un semplice utente dell'impianto.

Beccaria sotiene addirittura che  la situazione creata"ostacoli il cammino dei lavori e della Fondazione stessa". Nessun ente, che sia Comune o regione o Fondazione Mamma Cairo, ha un interesse spiccato che le cose procedano in maniera spedita. Il Torino Fc sta alla porta a guardare l'evoluzione delle situazione, economicamente molto ingarbugliata, ma a pensarci densa di lotte di potere interne tra Fondazione, società calcistica e Comune.

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