Froome cede ai trecento metri e si sgretola perdendo il simbolo del primato pagando un ritardo di 21” al sardo

Quello che non succede in oltre 200 km, a volte può succedere in trecento metri: trecento metri che fanno male soprattutto a Chris Froome. Intendiamoci, il tour è ancora lungo ma oggi Froome ha subito una dura lezione che lo riporta bruscamente sulla terra dopo aver più volte snobbato Fabio con arroganza.

Una tappa invece per il corridore di Villacidro, che vale come una vittoria, in risposta alla stampa francese che lo ha denigrato al limite dell'insulto per giorni, nel tentativo di infangarlo.

La giornata

La tappa è di quelle impegnative e comprende ben sei Gpm. La partenza è a Pau, e dopo 214 arriva a Peyragudes. Prima di veder nascere la fuga giusta, c'è battaglia feroce per i primi 20 chilometri, poi si staccano finalmente in dodici; Cyril Gautier (Ag2r La Mondiale), Koen De Kort (Trek – Segafredo), Jack Bauer, Marcel Kittel (Quick-Step Floors), Nils Politt (Katusha – Alpecin), Stefan Kung (BMC), Diego Ulissi (UAE Fly Emirates), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Imanol Erviti (Movistar), Michael Matthews (Team Sunweb), Stephen Cummings(Dimension Data) e Julien Simon (Cofidis). Nel gruppo dei fuggitivi è lotta vera anche per il traguardo volante tra Matthews e Kittel per i punti per la maglia verde. A spuntarla è l'australiano in volata. Dietro è sempre il team Sky a comandare le operazioni in favore del proprio capitano.

Sul primo Gpm di giornata sul Col de Menté, transitano Michael Matthews e De Gendt, che conservano un margine di poco superiore ai 4'. I primi accenni di battaglia si vedono sul Port de Balés dove Cummings riprende e stacca De Gendt imponendo un'andatura sostenuta per puntare al successo di tappa. Encomiabile il lavoro di Kwiatkowski, in testa al trenino del Team Sky, che stronca sul nascere qualunque tentativo di attacco nel gruppo. Si arriva senza scosse alle prime rampe dell'ascesa finale. Grazie al ritmo imposto dalla Sky con Kwiatkowski e Mikel Nieve, il gruppo riprende anche Cummings raggruppando i migliori in un drappello composto da una quindicina di elementi. Va in sofferenza e si stacca ancora una volta Quintana.

Aru all'attacco della maglia gialla

La discesa che conduce all'ultima asperità di giornata è a 5 chilometri dal traguardo, poi iniziano i 2500 metri dello strappo taglia gambe verso Peyragudes. E' Mikel Landa mettersi al comando a fare l'andatura per Froome, ma sul rettilineo finale, il terribile attacco di Aru che fa vacillare Froome. L'inglese guarda un paio di volte alle sue spalle cercando lo sguardo di Aru nettamente più brillante del britannico, il sardo accetta la sfida e parte un po' lungo senza che Froome riesca a reagire. Dietro ad Aru si lanciano Romain Bardet che riuscirà poi a saltare anche il capitano Astana andando a cogliere la vittoria di tappa, e Rigoberto Uran Uran penalizzato poi con 20” dalla giuria della corsa. Froome sarà settimo sul traguardo a 22”e generale rivoluzionata. Aru in giallo con 6” di vantaggio su Froome 25” su Bardet e 35” su Uran.

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