Ennesima rivoluzione in casa rosanero in una stagione nata male e proseguita peggio

Bisogna che tutto cambi perché tutto resti uguale. La frase del Principe di Salina, protagonista del Gattopardo, si adatta come nessun’altra alla situazione in casa Palermo.


Quando giorni fa il comunicato pubblicato sul sito rosanero - e firmato da Maurizio Zamparini in persona - aveva confermato Roberto De Zerbi in panchina, in pochi ci avevano creduto. Zamparini ha cacciato allenatori per molto meno, come poteva essere possibile una conferma dell’ex Foggia dopo sette sconfitte consecutive che hanno portato la squadra all’ultimo posto della graduatoria della Serie A? 

E infatti non era possibile. Il giorno dopo, come un fulmine a ciel sereno ma nemmeno troppo, ecco la notizia: De Zerbi è stato esonerato, al suo posto un’altra vecchia conoscenza rosanero, Eugenio Corini. I maligni direbbero che sia stata una scelta abbastanza forzata e che in pochi al momento se la sentirebbero di imbarcarsi in un’avventura con così alte possibilità di fallimento. Lo stesso Ballardini, per cui ormai si è perso il conto delle volte in cui è stato cacciato e richiamato in sella al Palermo, aveva posto delle condizioni impossibili da accettare, proprio perché non aveva la minima intenzione di tornare. 

Da qui l’iniziale conferma di De Zerbi, che forse non era ancora pronto per un’avventura in Serie A (all’attivo fino a questo momento solo una qualificazione ai playoff di Lega Pro, persi contro il Pisa). Troppo rapido il salto dalla Lega Pro alla Serie A, impossibile pensare che si potessero raggiungere risultati dignitosi. E alla fine, ecco Corini, l’unico ad aver raccolto una sfida che appare al momento impossibile. Un grandissimo atto di coraggio, che potrebbe però non bastare. Mentre Zamparini forse pensa già alla prossima mossa.