Il pugile campano classe 1982 non ha nessuna intenzione di smettere, inseguendo il record di partecipare a cinque Olimpiadi

Chi credeva che Clemente Russo avesse annunciato il suo ritiro dal pugilato da un momento all'altro, resterà deluso. Dopo la sua negativa apparizione alle Olimpiadi di Rio, in molti avevano scommesso sul suo tramonto.

Invece il pugile campano classe 1982 non ha nessuna intenzione di smettere, anzi. Il suo obiettivo principale è quello di riuscire ad arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Nel frattempo Russo sarà impegnato da questa sera con l'Italia Thunder nelle World Series of Boxing, affrontando il croato Filipi, rappresentante dei British Lionhearts.

Parlando ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Clemente Russo ha parlato del proprio immediato futuro:

Io sono come un bambino: se non vinco la medagliuccia, voglio continuare a giocare. Ovviamente perché sono convinto delle mie potenzialità. Perciò i rosiconi continuino pure a fare gli invidiosi e i gufi si mettano il cuore in pace: io resto qui per altri quattro anni. A meno che non arrivi un giovane che mi riempie di botte sul ring e si merita il mio posto”.

Il suo obiettivo sono le Olimpiadi del 2020 a Tokyo, mai nessun pugile è riuscito a parteciparvi per cinque volte:

"Per tre mesi non ho toccato i guantoni, solo preparazione a secco. Poi un giorno mi sono deciso e ho fatto i guanti con gente forte: mi sono sentito subito in palla, i colpi partivano fluidi, ho riscoperto una voglia che sembrava sopita. E mi sono detto che devo esplorare la possibilità di arrivare fino a Tokyo 2020: sarei il primo pugile della storia a disputare cinque Olimpiadi”.

Infine una menzione su quella che è stata l'esperienza di Rio 2016, con lo "scandalo giudici":

"Ti senti tradito. A caldo avrei voluto smettere, dedicarmi alla palestra, alla televisione, magari tentare la carriera di attore o quella di professionista. Ma poi ci ragioni e ti rendi conto che ti hanno tradito persone in malafede, ma non lo sport che ami. Per questo sono ancora qui".