Il presidente della Juventus ha parlato in un incontro con i tifosi a Torino, toccando diversi temi di attualità

In questo fine settimana, Andrea Agnelli potrebbe festeggiare l'undicesimo trofeo da presidente della Juventus.

In sette anni da quando salì sul ponte di comando di corso Galileo Ferraris, Agnelli ha visto la Juve tornare ai fasti di un tempo e in attesa di coronare il sogno Champions esalta quanto è stato fatto finora.

Quel giorno in cui diventai presidente nel 2010 l'obiettivo era già vincere e mi hanno fatto notare quante volte utilizzai quella parola nel discorso di inaugurazione – ha raccontato in un incontro allo Juventus Stadium con 1.200 Juventus Member –. Vincere nello sport è fantastico, ma ogni anno si riparte tutti da zero. Per me, quello che è importante, è che il 1° luglio chiunque lavori alla Juventus dovrà pensare di poter vincere tutto. La Juventus esiste per vincere”.

Agnelli ha come obiettivo primario quello di portare in alto la Juventus. Ma da sempre la sua vocazione è anche quella di rendere più appetibile il calcio italiano. La Serie A resta infatti un passo indietro rispetto ad altre leghe: “Oggi il Serie A si è modificato lo scenario: abbiamo un grande imprenditore come Pallotta alla Roma, ci sono Suning all'Inter e Li al Milan – ha ricordato –. L'Italia deve essere competitiva in tutte le sue sfaccettature e un grande risultato sarà sicuramente avere quattro squadre in Champions dalla prossima stagione, ma starà alla responsabilità dei singoli club far bene in Champions ed Europa League. L'anno scorso Bayern-Juventus fu la seconda partita più vista dopo la finale di Champions. Avere una Lega commissariata è una grande opportunità per noi, perché un occhio fresco può porre delle basi nuove per una crescita”.

Agnelli ha poi aggiunto: Serve una nuova distribuzione per la vendita dei diritti tv per il triennio 2018/2021. Dobbiamo accorciare il gap dalle leghe che ci precedono: Liga, Bundesliga e Premier. L'Italia deve ambire a ritornare ai vertici del calcio mondiale e la Juventus continuerà a fare il suo percorso individuale cercando di aiutare la Lega ad essere competitiva”.

I limiti del calcio italiano sono stati evidenziati anche dall'amministratore delegato bianconero, Aldo Mazzia, che in supporto ad Agnelli ha aggiunto: “Dobbiamo confrontarci con il calcio inglese, che ha ottenuto un ricavo dai diritti tv del 70%: in totale siamo a 3,5 miliardi di euro mentre la Lega di Serie A è ferma ad un miliardo. Oltre alle inglesi dobbiamo confrontarci con le due spagnole, i due più prestigiosi club d'Europa che vivono in maniera protetta. Non ultimo il Bayer Monaco, club competitivo. In giugno lavoreremo ad un nuovo piano di sviluppo e grande attenzione sarà rivolta ad aumentare i ricavi”.

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