Il giovane tennista tedesco, attuale semifinalista del Foro Italico, è l’interprete più atteso della stagione 2017

Dopo essersi sbarazzato con una certa autorità, 76 61 il punteggio finale, anche del canadese Milos Raonic, numero 6 del mondo, a Roma si paventa un epilogo spettacolare con Zverev e Nadal uno di fronte all’altro. Staremo a vedere.

Quasi due metri d’altezza per un fisico che nelle movenze potrebbe essere tranquillamente prestato al basket o al volley, il tedesco Alexander Zverev è senza dubbio l’enfant prodige del tennis mondiale.

L’attuale numero 17 del ranking internazionale (i risultati romani fin qui acquisiti lo collocano già oltre il numero 15) , nato ad Amburgo il 20 aprile del 1997 ma  di origine russa, il fratello più grande Mischa, con il quale gioca il doppio, è nato lì, è ormai pronto per la stagione che potrebbe consacrarlo nell’olimpo tennistico. Sono in molti a scommettere sulle sue possibilità di diventare il numero uno, in primis il suo coach, il padre Alexander, ex davisman della fu Unione Sovietica.

IL PARAGONE CON BORG - Destrorso dotato di un rovescio bimane, Zverev ha nella corsa e nel timing sulla palla due delle sue qualità migliori. Il suo modo di muoversi, e la capacità di giocare con estrema naturalezza difficili passanti in corsa, ricorda molto le attitudini del grande Bjorn Borg, soprattutto quello dei match giocati prima del 1975 quando lo si poteva vedere fare anche dell’ottimo serve and volley sia sull’erba di Forest Hills (fu la superficie degli US.Open fino al 1974) che su quella di Wimbledon.

Come il campione svedese, Zverev ha una notevole propensione ad anticipare le intenzioni dell’avversario, di “leggere” egregiamente le altrui strategie di gioco e di mantenere la concentrazione e la giusta freddezza nei momenti più difficili dell’incontro. Un vantaggio non da poco che le innate capacità atletiche esaltano ancora di più. Sascha, così com’è soprannominato, che quando non è in giro per tornei divide i suoi allenamenti tra la Florida e la sua città natale, ha debuttato nel circuito internazionale juniores nel 2011 e ha conquistato i suoi primi punti da professionista l’anno dopo. Nel 2013 ha chiuso l’anno come numero uno della classifica juniores, finalista di categoria dell’Open di Francia e di quello degli Stati Uniti.  

Ha vinto il suo primo torneo nel circuito Challenger, a 17 anni nel 2014 sconfiggendo il francese Mathieu, ex numero 12 ATP, nella finale dell’Open di Braunschweig, ed è passato da promessa a realtà poco dopo quando nel torneo di Amburgo, un “500”, ha raggiunto la semifinale fermato solo da David Ferrer. Quest’anno vanta già due titoli in carniere, sul sintetico di Montpellier e sulla terra di Monaco di Baviera, che con i risultati attuali amplificano le grandi aspettative per le sue performance nei prossimi Slam della stagione.

Nell’attesa adesso c’è la semifinale con l’americano John Isner autore della sorprendente eliminazione del croato Marin Cilic.

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