Due semifinali a senso unico hanno sancito la finale più logica tra le due giocatrici più a loro agio sull’erba

Venus Williams in poco più di un’ora e un quarto di gioco batte Johanna Konta 64 62 e si qualifica per la finale di sabato. Niente da fare per i tifosi britannici, Virginia Wade resta ancora l’ultima inglese a essere riuscita ad arrivare in finale nel singolare femminile di Wimbledon, ormai 40 anni fa.

Il primo set partiva all’insegna dell’equilibrio con Venus che non riusciva a ripetere le stesse percentuali di prime palle messe in mostra contro la Ostapenko. Entrambe le giocatrici cercavano la prova di forza e l’anticipo costante, senza mai arretrare troppo dalla linea di fondo. Era questo un gioco che favoriva la Williams che, nonostante i 5 ace subiti da parte della Konta, al decimo gioco operava il break decisivo. Salita subito 0–40 l'americana conquistava il punto e la prima frazione per 6 a 4 grazie a un errore di rovescio della britannica sul secondo set point.

Nel secondo parziale si riprendeva all’insegna dello stesso tema tattico, grande pressione da fondo campo, la Konta sempre alla ricerca di servizi vincenti e la Williams che serviva prevalentemente forte al “corpo” dell’avversaria. L’impressione di una chiara superiorità tecnica di Venus si palesava sempre di più e al quarto gioco un doppio fallo dell’inglese concedeva 3 palle break all’americana. La Konta ne annullava due ma sbagliava un dritto nel palleggio da fondo, era il 3 a 1 per la vincitrice di 5 Wimbledon. Il 4 a 1 era dietro l’angolo con un game giocato sempre a tutta velocità e una seconda di servizio che arrivava a viaggiare  nei dintorni dei 170 orari. Psicologicamente la Konta accusava il colpo e sotto 5 a 2 con il servizio era costretta ai vantaggi dove offriva una prima palla match alla Williams. Per troppa foga l’americana sbagliava un facile dritto ma non si faceva pregare su di un successivo passante, sempre di dritto, e al terzo matchpoint chiudeva il set 62 e conquistava il diritto alla finale otto anni dopo l’ultima volta contro la sorella Serena.

GARBINE MUGURUZA FACILE - La sua avversaria sarà Garbine Muguruza che in una partita senza storia ha letteralmente annichilito l’outsider Magdalena Rybarikova battendola con un severissimo 61 61 in poco pià di un’ora.  22 vincenti a 11 e 60 punti vinti contro 33 sono le cifre che raccontano dell’incapacità della slovacca di tenere il campo contro una Muguruza oggi molto precisa e determinata. Per la spagnola è la seconda finale sui prati di Church Road dopo quella persa nel 2015 contro Serena Williams.

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