Roger Federer, complice anche un infortunio di Cilic, non concede nulla e vince una finale senza storia

Roger Federer ha conquistato il suo ottavo Wimbledon battendo in finale Marin Cilic per 63 61 64, arrivando a quota 19 nei titoli dello Slam.

Alla presenza dei Principi William e Kate e di un Royal Box colmo di vecchie glorie e vip, puntuali al loro posto Stefan Edberg e Rod Laver, lo svizzero ha realizzato il sogno di battere il record di vittorie sui prati di Church Road, staccando Pete Sampras e William Renshaw fermi a quota 7, per di più senza perdere un set, cosa che non accadeva dal 1976 quando Bjorn Borg vinse contro Ilie Nastase.

LA PARTITA - I primi 4 giochi del set d’apertura sembravano preparare un racconto di un match molto combattuto e difficile da scardinare per lo svizzero ma il quinto gioco metteva subito le cose in chiaro. Federer, dopo aver rischiato di perdere il proprio servizio, complice un Cilic insolitamente nervoso, si portava subito 0 – 40 sulla battuta dell’avversario. Alla terza occasione il campione di Basilea operava il break e si portava sul 3 a 2 in suo favore.

Da questo momento in poi si assisteva a un lungo monologo di Federer con una sicurezza nei colpi che con il passare degli scambi diventava sempre più impressionante. Il croato subiva un tremendo parziale di 6 giochi a 1 e si ritrovava sotto per 63 30. Qui andava in scena un piccolo dramma con Cilic che chimava un “medical time-out” e in lacrime manifestava grossi problemi al piede sinistro. Sembrava sul punto di ritirarsi e invece riprendeva perdendo comunque malamente il secondo parziale per 61.

Nel terzo set il croato sembrava muoversi decisamente meglio ma la sicurezza con cui Federer teneva il campo era inscalfibile e alla fine al settimo game arrivava il break decisivo con lo svizzero che saliva 4 3. Era il prologo della fine, con il servizio a disposizione Roger Federer chiudeva l’incontro al secondo match point e si sedeva sullo scranno più alto della storia del tennis.

Una delle chiavi di lettura della partita, oltre che nell’infortunio di Cilic, va ricercata nella differenza abissale delle percentuali sulle prime palle di servizio. Un modesto 60% per il croato e un notevole 76% per lo svizzero. Roger Federer torna a vincere lo Slam sull’erba dopo l’ultimo successo del 2012 ai danni di Murray e da lunedì tornerà al numero 3 del ranking Atp ma diventando il numero 2 della “Race”, a poco più di 500 punti da Rafa Nadal.

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