William Hill IT Italiano

Olimpiadi. Pita Taufatofua, dal taekwondo a Rio de Janeiro allo sci di fondo a PyeongChang

In Corea del Sud, l'atleta di Tonga sarà alla sua seconda Olimpiade consecutiva dopo quella estiva del 2014.

Taufatofua

Taufatofua

Dal taekwondo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 allo sci di fondo a quelle di PyeongChang del 2018. La storia curiosa è quella di Pita Taufatofua, trentaquattrenne atleta di Tonga che dopo due anni si presenta ancora al via una rassegn a cinque cerchi. Stavolta il caldo e le pedane brasiliane lasceranno spazio al tracciato innevato delle gare di sci nordico in programma nella cittadina della Corea del Sud. Una storia di quelle da vero e proprio spirito Olimpico.

Taufatofua, che due anni fa a Rio fece notizia anche per aver sfilato come porta bandiera a torso nudo e con muscoli scolpiti dall'olio come gli antici guerrieri, si è qualificato in una gara disputata in Islanda: "Al circolo polare artico, prima dell'ultima gara di qualificazione: ho detto una preghiera, ed e' successo il miracolo", ha raccontato lo stesso  atleta su Instagram. Lui stesso ha raccontato passo dopo passo sui suoi profili social l'impresa conquistata: "Ho partecipato a sette gare, ma non sono riuscito a strappare un posto: all'ultima chanche, sono venuto fin qui in Islanda ed è successo: fantastico!". E prima di conquistare il pass olimpico, il tongano aveva dovuto lottare contro una tempesta di neve che lo aveva bloccato in auto per due ore, rinviando al giorno dopo il trasferimento da Rejkyavjk alla sede di gara.

Proveniente da una nazione fatta di 170 isole sparse nel Pacifico dove lo sport più popolare è il rugby, Taufatofua ha spiegato perché abbia scelto proprio lo sci di fondo: "Ho deciso di provare questa impresa - ha spiegato Pita - subito dopo Rio", ovvero 24 ore dopo. "Quel giorno mi sono detto: devo dare tutto per tornare alle Olimpiadi, e dimostrare che tutto è possibile. Sarà la gloria o la fine", ha spiegato al canale tv del Cio. Per arrivare ai Giochi ha anche aperto un crowdfunding via social, decisamente meglio dell'unico predecessore tongano ginora ai giochi invernali, quel Fuhae Sami che per andare a Sochi 2014 nello slittino cambiò nome e gareggiò come Bruno Banani, nome di una marca di slip tedesca che lo sponsorizzò. "Oggi io sono a pezzi finanziariamente, ma felicissimo - conclude Pita - Dietro questo miracolo c'è un enorme lavoro, anche se il mondo vede in me solo il ragazzo 'lucido' di Rio".

VUOI VEDERE I CAMPIONATI DI CALCIO E MOLTI ALTRI SPORT IN DIRETTA STREAMING? ECCO LA SOLUZIONE



News correlate

Torna su