Eder lascia l'Inter e riparte dalla Cina, dallo Jiangsu

L'attaccante italo brasiliano ha lasciato i nerazzurri ed è sbarcato in Cina, dove giocherà con la maglia dello Jiangsu

Uno dei giocatori che ha lasciato l'Inter in questa sessione di calciomercato è Martins Eder. L'attaccante italo brasiliano è stato acquistato dall'altro club di cui è proprietario Suning, lo Jiangsu, per 7 milioni di euro. Il giocatore è rimasto legato all'ambiente nerazzurro tanto da annunciare che a novembre sarà in Italia per tifare l'Inter. Bisognerà vedere se assisterà ad un match di campionato a uno di Champions League. Quella Champions agguantata in extremis, con la vittoria nell'ultima giornata di campionato contro la Lazio, espugnando lo Stadio Olimpico per 3-2.

Inter, il mister X per il centrocampo.

EDER E L'INTER DA SCUDETTO

L'Inter vuole puntare allo scudetto. Lo ha ammesso Martins Eder, che ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport:

Inter da scudetto: "Ve lo dico io: l’Inter s’è messa in testa lo scudetto".

Nuova avventura allo Jiangsu: "Qua corrono come matti, vanno a 200 all’ora, forse giocano con meno qualità ma devo assolutamente mettermi in forma altrimenti è dura. All’aeroporto ho avuto un’accoglienza fantastica. Zhang mi ha mandato un messaggio, le strutture del club sono pazzesche, la società mi ha già trovato una casa e a inizio agosto porterò qui tutta la famiglia".

L'esperienza all'Inter: "Tre anni con l’Inter che non dimenticherò mai. Non è stato facile andar via e mollare la Champions, ma ho fatto la scelta giusta. Avevo avuto la possibilità di arrivare in Cina già due anni fa, dopo l’Europeo. Dissi di no, non era il momento. Ora è diverso, volevo cambiare aria e non ho rimpianti".

L'Inter che sta nascendo: "Una squadra forte, che la scorsa stagione ha creato una base di gruppo importante per l futuro. Tutti hanno remato dalla stessa parte: in uno spogliatoio si discute, certo, ma l’obiettivo finale era lo stesso".

L'obiettivo: "Spalletti vuole vincere lo scudetto, non ci sono dubbi. E l’Inter deve tornare presto ad alzare un trofeo. Sono sicuro che la squadra lotterà al vertice. Sono arrivati giocatori forti, Nainggolan e Asamoah sono la dimostrazione di una società che ha in testa grandi obiettivi".

Le qualità di Lautaro Martinez: "Ha voglia, forza fisica, qualità tecniche e carattere tosto formato in un campionato duro come quello argentino: in definitiva, ha tutto per diventare un uomo importante per il futuro dell’Inter. E poi con Icardi ha la spalla giusta per imparare. Conosco Mauro dai tempi della Samp, è incredibile, migliora stagione dopo stagione".

L'arrivo di Cristiano Ronaldo: "Cristiano Ronaldo è un colpo non solo per la Juve ma per tutta la Serie A. Occhio, però: si gioca in 11, l’Inter non è inferiore. Basterà non ripetere l’errore degli ultimi anni. Penso anche alla scorsa stagione: abbiamo perso troppi punti contro le squadre medio-piccole. Questa è la reale differenza con la Juve: se Spalletti riesce a eliminare questo difetto, l’Inter potrà giocarsela alla pari".

L'ITALIA E CONTE

Eder, però, non ha parlato solo di Inter. L'attaccante italo brasiliano si è soffermato anche su Antonio Conte, che lo ha allenato agli Europei, e sulla mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale:

Su Conte: "È differente dagli altri. È maniacale. Andatevi a riguardare il primo gol contro il Belgio all’Europeo. Ecco, per tutta la settimana precedente alla partita lui ci aveva spiegato quel movimento e la rete è arrivata proprio così. Queste sono cose che conquistano un giocatore. Tratta tutti alla stessa maniera: in Nazionale l’ho visto riprendere me e un minuto dopo Buffon, in modo identico. Non posso che ringraziarlo, mi ha fatto vivere un sogno. Tutti ci massacravano, si diceva “Ma dove può andare l’Italia con Eder e Pellé”. Eppure...".

Su Ventura: "Dico solo che con Conte in panchina l’Italia sarebbe andata in Russia con la sigaretta in bocca, quanto accaduto nello spogliatoio prima di Italia-Svezia non si sarebbe verificato".

Pentito di aver scelto l'Italia: "Mai, è il paese che mi ha fatto diventare calciatore dopo anni di gavetta. Avevo la possibilità di scegliere il Brasile, ma non ho mai avuto dubbi. In quello spogliatoio sono stato accolto alla grande da Buffon, Pirlo, De Rossi: dopo Italia-Svezia li ho ringraziati tutti, uno a uno".

Quanti gol in Cina: "Eh, vediamo…qui hanno giocato anche grandi attaccanti passati dall’Italia e non hanno fatto sfracelli, vuol dire che il livello non è basso. Comunque ci vediamo a novembre. Ho già programmato tutto, torno in Italia e vengo a San Siro da tifoso".

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