Ibrahimovic e l'infortunio che ha condizionato il suo impiego al Manchester United

Il fuoriclasse svedese ha svelato un aneddoto sul brutto infortunio subito con il Manchester e ha parlato del difficile rientro in campo

Zlatan Ibrahimovic sembra essere tornato ai livelli di un tempo dopo il brutto infortunio al ginocchio che ne ha pregiudicato gli ultimi mesi con la maglia del Manchester United. Il fuoriclasse svedese si è trasferito in America, dove gioca con la maglia dei Los Angeles Galaxy e dove sta dimostrando di poter fare ancora la differenza. Il giocatore si è svincolato a marzo con il club inglese per potersi trasferire al club americano, con il quale fino ad ora ha disputato 15 partite, mettendo a segno 12 reti e 2 assist, con una media di un gol ogni 89 minuti.

IBRAHIMOVIC E IL MONDIALE SFUMATO

Zlatan Ibrahimovic ha lasciato il Manchester United svincolandosi a parametro zero dopo quasi due anni con la maglia dei Red Devils. Dopo una buona prima stagione, il fuoriclasse svedese ha subito un brutto infortunio al ginocchio proprio negli ultimi mesi della stagione 2016-2017. Nonostante ciò gli inglesi e Josè Mourinho hanno deciso di rinnovargli il contratto per ancora un anno. Ibra ha provato a recuperare ma non è mai stato al cento per cento, disputando solo cinque partite di Premier League. A marzo l'approdo ai Los Angeles Galaxy e, dopo un inizio difficile visto che il giocatore non era ancora in condizione, negli ultimi mesi lo svedese sembra essere tornato sui suoi livelli e ha cominciato a segnare a raffica con 9 reti nelle ultime 8 partite. Un rendimento che aveva fatto ben sperare anche per la convocazione al Mondiale di Russia. Il commissario tecnico della Svezia, Jan Andersson, ha preferito, però, puntare sul collettivo lasciando la stella svedese a casa.

LA CONFESSIONE DI IBRAHIMOVIC

Zlatan Ibrahimovic è tornato a parlare del brutto infortunio al ginocchio, svelando un aneddoto sul suo rientro e sul ritardo di condizione in un'intervista rilasciata alla BBC:

"Prima dell’infortunio il Manchester United aveva uno Zlatan. E io non ero ancora pronto per essere quello Zlatan. A volte Mourinho  mi avrebbe convocato, ma io gli dicevo "No, non sono ancora pronto. Non voglio deludervi". Per rispetto della squadra, dei miei compagni e dell’allenatore ho spesso detto "Fate giocare qualcun altro che sicuramente sta meglio di me". Mi sono alzato e l’ho detto, anche se sono Zlatan".

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