Ozil dice addio alla Germania: la dura lettera alla federazione

Il fantasista dell'Arsenal ha deciso di dire addio alla Nazionale tedesca dopo le ultime polemiche a seguito dell'incontro con il presidente turco, Erdogan

La fallimentare spedizione al Mondiale di Russia continua a suscitare polemiche in casa Germania. L'ultima in ordine di tempo riguarda il fantasista dell'Arsenal, Mesut Ozil, che ha deciso di dire definitivamente addio alla Nazionale tedesca. Il giocatore è finito al centro delle polemiche per aver incontrato il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, oltre che per le prestazioni fornite al Mondiale. La Germania, infatti, non ha superato neanche la fase a gironi, in cui è arrivata dietro anche alla Corea del Sud. Ozil dice addio alla Germania dopo 92 presenze, (esordio 11 febbraio 2009), con 23 reti messe a segno.

LA LETTERA DI OZIL

Mesut Ozil ha voluto rispondere alle polemiche sulle sue prestazioni e sull'incontro con Erdogan con una lunga lettera dove, appunto, ha annunciato il suo addio alla Nazionale tedesca:

"Il trattamento che ho ricevuto dalla DFB e da molti altri mi impedisce di indossare la maglia della nazionale tedesca. Mi sento indesiderato e penso a quello che ho ottenuto dal mio debutto in nazionale nel 2009 è stato dimenticato".

Attacco a Reinhard Grindel: "Alle persone con atteggiamento razzialmente discriminatorio non dovrebbe essere permesso di lavorare nella più grande federazione calcistica del mondo. Atteggiamenti come i loro semplicemente non riflettono i giocatori che rappresentano. Agli occhi di Grindel e dei suoi sostenitori, io sono tedesco quando vinciamo, ma io sono un immigrato quando perdiamo. È con un cuore pesante e dopo molte considerazioni che a causa degli eventi recenti, non giocherò più per la Germania percependo questo sentimento di razzismo e mancanza di rispetto".

L'ATTACCO DI HOENESS

L'addio di Ozil è stato preso bene dal presidente del Bayern Monaco, Uli Hoeness, che non ha usato parole tenere nei confronti del fantasista dell'Arsenal:

"Sono contento che il fantasma abbia chiuso. Sono anni che gioca da schifo, ha vinto l'ultimo uno contro uno prima del Mondiale 2014 e nasconde il suo rendimento penoso dietro ciò che ha generato la sua foto con Erdogan. Ogni volta che abbiamo giocato contro l'Arsenal abbiamo vinto perché lui era il punto debole. Brilla solo quando gioca contro San Marino".

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BIERHOFF SU OZIL E GUNDOGAN

L'ex centravanti della Germania ha parlato delle polemiche riguardanti i due giocatori di origine turche.



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