Croazia, i big faticano: Modric spiega il motivo

I protagonisti dell'ultimo Mondiale in Russia stanno faticando in questo inizio di stagione e il centrocampista del Real Madrid svela cosa è successo

La vera sorpresa nell'ultimo Mondiale in Russia è stata la Croazia, che è arrivata fino in finale, ribaltando tutti i pronostici, venendo sconfitta dalla Francia per 4-2. Una partita, probabilmente, influenzata anche dai turni precedenti visto che la squadra di Dalic è arrivata fino ai rigori sia agli ottavi che ai quarti di finale, contro Danimarca e Russia, battendo solo ai tempi supplementari l'Inghilterra. Inevitabilmente l'inizio di stagione di alcuni dei giocatori protagonisti è stato sotto tono, con Luka Modric e Ivan Perisic tra quelli apparsi maggiormente in ritardo di condizione.

CROAZIA, MODRIC E PERISIC IN RITARDO

I due big della Croazia che hanno mostrato di non essere ancora al top della forma sono Luka Modric e Ivan Perisic. Il centrocampista è stato lasciato in panchina in più di una circostanza dal tecnico del Real Madrid, José Lopetegui. L'esterno, invece, è un titolare inamovibile dell'Inter di Luciano Spalletti ed è partito dalla panchina solo nella prima giornata contro il Sassuolo. Chi, invece, sembra non aver risentito delle fatiche del Mondiale è Marcelo Brozovic, che con la maglia dell'Inter non solo è un titolare inamovibile, ma continua a macinare chilometri su chilometri in ogni partita. L'altro nerazzurro croato che, invece, sta arrancando è Sime Vrsaljko, che si porta dietro i postumi di un infortunio al ginocchio subito proprio in Nazionale. 

MODRIC SPIEGA IL CALO

Il centrocampista croato del Real Madrid, Luka Modric, al termine del match di ieri contro la Roma, ha spiegato proprio il calo avuto al termine del Mondiale:

"Il Mondiale mi ha provocato un esaurimento a livello fisico e mentale. Ma ora mi sento meglio ogni giorno che passa e spero di continuare a giocare come ho fatto contro la Roma".

Sul pallone d'oro: "Sono orgoglioso che i compagni e la tifoseria mi vogliano Pallone d’Oro ma non è un’ossessione, l’importante è la squadra. Se dovessi vincerlo bene, sarò molto felice, ma se non dovessi vincerlo la vita continua".

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