L'ex presidente della Figc è tornato a parlare dello scandalo che ha cambiato la storia del calcio

Scoppiato undici anni fa, nel 2006, lo scandalo di Calciopoli continua a far parlare di se facendo infuriare i tifosi delle squadre direttamente coinvolte.

Uno scandalo che portò la Juventus ad essere retrocessa in Serie B, il Milan, la Lazio, la Fiorentina e la Reggina ad avere una pesante penalizzazione e con lo scudetto che fu assegnato dall'allora presidente della Figc, Guido Rossi, all'Inter. Proprio l'ex presidente della Federazione, Franco Carraro, è tornato a parlare di uno dei periodi più bui della storia del calcio italiano, oltre a soffermarsi sul momento che sta attraversando la nazionale italiana, che rischia di rimanere fuori dal Mondiale in Russia dell'estate prossima, e stasera si gioca il ritorno dei Play Off contro la Svezia (all'andata è finita 1-0). Queste le sue parole, rilasciate ai microfoni di Libero e che stanno facendo discutere in particolar modo i tifosi di Inter e Juventus:

Le difficoltà della Nazionale: "E' una nazionale senza leader, dove dobbiamo sperare ci pensi il collettivo. La Bibbia dice: sette anni di vacche magre e solo dopo sette anni di vacche grasse. Io direi che sono passati ben più di sette anni di vacche magre".

Ottimista dopo lo 0-1 dell'andata: "Non ho mai scommesso ma punterei tutto sull'Italia. Se gli azzurri fanno quello che sanno fare, con la spinta di San Siro, rimangono i favoriti".

La scelta di Ventura: "La scelta del commissario tecnico va fatta scegliendo tra quelli al momento disponibili e rispettando i vincoli del bilancio federale, con l'unica eccezione che è stata fatta per Conte. E' risaputo che un ct possa ottenere ottimi risultati soprattutto se può puntare su un gruppo consistente proveniente dalla stessa squadra. Trovo che Ventura, comunque, sia un grande professionista".

Sul Var: "Sono assolutamente favorevole ed il motivo è semplice: non è possibile che io che sono a casa abbia più elementi a disposizione dell'arbitro per poter valutare un episodio".

Su Calciopoli: "Fu una cosa giusta togliere gli scudetti alla Juventus. L'errore fu quello di assegnare dopo all'Inter lo scudetto del 2006. La Juventus, in un certo senso, riconobbe l'illecito andando a patteggiare la propria pena. Trovo un eccesso di zelo, invece, assegnare il tricolore alla società nerazzurra. Nella storia non è possibile che si possa assegnare un titolo a tavolino. Resta un gioco, uno sport da praticare sul campo, non una pratica bollata".

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