Tavecchio: "Parecchi volevano l'eliminizione degli Azzurri. Avevo proposto un limite di stranieri"

Carlo Tavecchio è tornato a parlare della non qualificazione degli Azzurri al Mondiale: un commento anche sulla crisi del calcio italiano

Carlo Tavecchio, ex presidente della Federcalcio, è stato intervistato ai microfoni della Radio Sportiva, dove è tornato alla mancanza qualificazione dell'Italia ai Mondiali in Russia. Nel corso dell'intervista, un commento anche sugli azzurri di Roberto Mancini e, la crisi del calcio italiano.

TAVECCHIO ATTACCA

Carlo Tavecchio parte dalla sua gestione: "Io sono stato colpito dalla non qualificazione al Mondiale e mi sono dimesso. Sono convinto che a San Siro ce ne fossero parecchi che speravano nell'eliminazione degli Azzurri, come unico modo per rovesciarmi. La rosa della Nazionale parte dai titolari in Italia. In questo momento la situazione è confusa, ma Roberto Mancini è un ottimo allenatore. Non si può tornare a vincere dall'oggi al domani".

LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO

Tavecchio si sposta poi sulla crisi del calcio italiano: "Ci è stato detto che il calcio italiano vive sui fondi CONI e questo è ridicolo. Vive per l'80% con mezzi propri e poi prende un contributo minimo federale. La FIGC ha quattro squadre in Champions, abbiamo portato il VAR come grande rivoluzione. Sulle secondo squadre dico che va stabilita la forma giuridica: è un paradosso che la Juventus voti nell'Assemblea giuridica come tale e lo faccia anche in Lega Pro. Inoltre le regole erano poco chiare. Nel nostro calcio andavano fatte riforme in precedenza. Io ho chiesto più volte di avere massimo cinque stranieri per squadra, ma non sono stato ascoltato. Servivano 18 squadre in A, 20 in B e massima 40 in C".

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