Inter, Spalletti: 'Con il Tottenham gara della svolta, si sogna sin da bambini. Ecco cosa manca a questa squadra'

Il tecnico nerazzurro ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'esordio in Champions League contro il Tottenham

Una vigilia attesa quasi sette anni da tutto l'ambiente Inter. E' la vigilia di Champions League, con la squadra di Luciano Spalletti che affronterà il Tottenham domani, alle ore 18:55, allo stadio Meazza davanti a oltre 70.000 spettatori. Una qualificazione cercata e ottenuta lo scorso anno con il successo nello scontro diretto contro la Lazio nell'ultima giornata allo stadio Olimpico. Quest'anno i nerazzurri non hanno cominciato nel migliore dei modi la stagione, con soli quattro punti raccolti nelle prime quattro giornate, ma anche gli Spurs stanno faticando visto che hanno raccolto nove punti in cinque giornate, venendo sconfitto nelle ultime due partite, contro Watford e Liverpool.

Le parole di Spalletti dopo la sconfitta contro il Parma.

INTER, PARLA SPALLETTI

Il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Tottenham, in programma domani alle ore 18:55 allo stadio Meazza. Questi tutti i temi trattati dall'allenatore toscano:

Gara della svolta: "Sicuramente sì. Sono gare che valgono moltissimo e che ti danno moltissimo come entusiasmo e convinzione. Per il momento che stiamo attraversando è una gara che capita a proposito. Una di quelle competizioni che non baratteresti mai per nulla al mondo. Ho avuto la fortuna di starci diverse volte e si vivono delle emozioni veramente belle. Dopo non puoi più farne a meno".

Poca confusione: "Si cerca di essere più sintetici possibile. Se si prendono tutte le risposte e si mettono insieme senza dire la domanda che si era fatta non si capisce. Confusione poca. Pochissima. Pochi anche i risultati positivi. Noi analizziamo quello che facciamo e sappiamo quello che dobbiamo fare. Si hanno responsabilità importanti se risultati sono questi, io ho la fetta più importante. Se però andiamo a prendere i numeri dell’ultima partita confusione poca. C’è che non abbiamo fatto gol. Abbiamo comandato bene fino al 75°, lì abbiamo calato un po’ l’intensità. E poi abbiamo preso gol e lì abbiamo fatto un po’ di confusione e perso un po’ di ordine. E’ cominciata la pressione del timore di non farcela. poi è andata a finire così. La Champions League è il Luna Park, la Disneyland del football. Un mondo così bello e si sentono musiche dentro gli spogliatoi. I giocatori preferiscono i suoni per entrarci meglio".

Cosa si è detto alla squadra: "Funziona che quando si gioca una partita io me la rivedo subito dopo aver messo a letto la bambina. Uno arriva alla mattina e imbastisce in discorso alla squadra. Poi dipende dalle tempistiche, a volte c’è un video. A volte dipende da cosa hanno loto nella testa e si fa o più leggero o pesante. Spesso ci si confronta e si vanno a toccare i punti. In questo caso non hanno partecipato, siamo tutti consapevoli che ci si deve mettere qualcosa più e che questa è una gara che si sogna fin da bambini".

Sul Tottenham favorito: "Non so come la vivranno i giocatori. Io spero che la voglia di tornare qui, i tifosi, la sofferenza siano superiori all’esperienza vissuta in generale dai miei calciatori o al timore di andarsela giocare. CI sono molti ingredienti e molta qualità che saranno più forti. Si può dire come vi pare. Loro avranno più pressione perché in questo momento hanno più esperienza. Loro sono una squadra forte, fortissima. Anche l’Inter è forte. Noi non stiamo attraversando un buon momento può essere la gara che ti fa sterzare veloce".

Su Kane: "Come metri e scatti fatti è un giocatore che porta con se i numeri corretti per il centravanti forte. Il Tottenham si appoggi molto su questo calciatore, è un modo corretto di fare nel calcio con la pallata e il cross su di lui. Lui è bravo a farla cascare lì, a trovare con le sue sponde i calciatori che gli girano intorno".

Le qualità del Tottenham: "Noi dobbiamo andare a fare la partita perché giochiamo in casa. Loro hanno molte armi: tecnica, velocità, fisicità con Kane".

IL MOMENTO DELL'INTER

Spalletti, in conferenza stampa, ha parlato del momento della propria squadra, sottolineando ciò che bisogna migliorare rispetto a quanto visto fino ad ora:

Cosa manca alla squadra: "Non siamo stati ancora in grado di acchiappare le qualità individuali del giocatore che ha numeri. Non li abbiamo ancora messi in pratica. Ci sono dei valori individuali troppo bassi in alcuni giocatori e che sono sicuro che si possano tirare fuori da un momento all’altro perché non dipendono dal modulo o dalla condizione fisica o dal momento psicologico. Si può sbloccare in qualsiasi partita e me lo aspetto da un momento all’altro che lo si possa mettere nella gara".

Cosa bisogna migliorare: "Non accetto che la squadra negli ultimi dieci minuti si divida così in due tronconi, che crei di ogni minuto quello che se non va bene poi non riesco a riprendere il risultato della partita. Ci deve sempre essere un ordine e una consapevolezza del sistema che hai provato in campo a fare da perno per le altre situazioni. Questo mi è piaciuto poco. Poi abbiamo analizzato diverse componenti come fate voi. Dovevamo fare gol, ci è mancato soprattutto quello lì. Chiudere qualche palla che ha attraversato l’area. Abbiamo fatti molti cross, recuperato moltissimi palloni sui 70 metri. Non abbiamo preso come con il Sassuolo delle ripartenze, siamo stati ordinati e continui nell’atteggiamento fino al 75'".

Sulla difesa a 3 o difesa a 4: "Noi abbiamo sempre giocato con la difesa a 4. Abbiamo costruito a volte con la difesa a 3. Come ha fatto anche il Tottenham nell’ultima partita, per far perdere ordine all’avversario se ha trovato l’incastro giusto alle tue costruzioni. Quando si gioca con la difesa a 4 ci sono i due terzini che si aprono. Il terzino sinistro viene a fare il terzo centrale. Altrimenti sei a rischio ripartenza. Se qualche volta te la prendono sulla tre quarti ti fanno le ripartenze. Cambia poco. E’ sempre il terzo centrale ad aspettare o il terzino che è venuto a stringere. Si guarda un video insieme e diventa facile da capire".

La mancanza di esperienza: "Ci manca un po’ di esperienza ma la sofferenza e la curiosità e la voglia di stare su questa giostra è una cosa che deve creare emozioni e attrazioni che vanno al di là dei nostri limiti. Non devono funzionare come delle pressioni. Sono convinto che sarà così. La partita che gli farà superare determinati blocchi. Sono convinto che gli piacerà moltissimo a chi non l’ha vissuto".

Su Icardi: "Lasciamolo così come è, è fatto bene calcisticamente. Nell’ultima partita nell’area di rigore siamo andati ad affollare troppo il recinto della trequarti. Le squadre avversarie gradiscono per andare lì e avere il folto, a quel punto è meglio riportarli a centrocampo per allentare le linee tra centrocampo e la difesa. Quando tutto è così chiuso bisogna avere quell’estro e uno contro uno rabbioso fatto di tecnica e rapidità nello stretto, che noi in qualcuno abbiamo. Non lo abbiamo messo in pratica. Era da attaccare con qualche palla strisciata o con qualche passante perché lui in queste situazioni qui lui è uno di più forti che io abbia mai allenato".

L'analisi del match contro il Parma: "I giocatori erano d’accordo e non hanno partecipato. Nessuno ha parlato anche perché sono infastiditi dai risultati che abbiamo fatto fino a questo momento. C’è da chiacchierare poco e da fare molto. C’è da rimboccarsi le maniche e fare di più. Discorsi portano ancora di più cose da chiarire. E’ tutto abbastanza chiaro anche quello che voi dite che i risultati non sono abbastanza".

Le condizioni di D'Ambrosio: "Va valutato. Oggi proverà a correre ma penso abbia dolore perché ha preso una botta importante, ha una contusione importante nel muscolo. Ieri ha lavorato bene, poi sono importanti le ore. Il rischio che non ci sia c’è. Se così fosse noi abbiamo le nostre possibilità nel gruppo che è stato creato per sopperire ad ogni cosa. Poi ci vuole la disponibilità di qualcuno a fare qualcosa di diverso dallo specifico richiesto. noi siamo in grado di metter nella formazione tutte l potenzialità che ci vogliono in una squadra come l’Inter".

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