Ciclismo, Froome al via della Ruta del Sol: "Fatto nulla di sbagliato"

Chris Froome, nonostante la positività al salbutamolo, ha iniziato la sua stagione col via della Ruta del Sol in Andalusia

Chris Froome ha inaugurato la sua stagione 2018, col via alla Ruta del Sol che si svolgerà sino a domenica prossima in Andalusia. Il britannico, nonostante la positività al salbutamolo accertata in occasione di un controllo alla Vuelta dello scorso settembre, può gareggiare dato che l'UCI non ha ancora sanzionato il corridore del Team Sky. L'Unione ciclistica internazionale sta per far partire il processo a suo carico, ma attualmente Froome può partecipare alle corse senza limitazioni di sorta. Assieme a Froome, nel Team Sky saranno presenti anche lo spagnolo De La Cruz, l’irlandese Deignan, il tedesco Knees, gli olandesi Poels e Van Baarle e l'italiano Salvatore Puccio.

Così Froome è partito insieme al gruppo nella prima tappa della Ruta del Sol con partenza da Mijas e arrivo a Granada dopo 197.6 chilometri. Prima dell'inizio della corsa, il 32enne di origini kenyane ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni. "So di non aver fatto nulla di sbagliato ed intendo dimostrarlo durante il processo. Le cose non andrebbero più velocemente se fossi seduto a casa. Stiamo cercando di velocizzare le cose e speriamo di ottenere dei risultati il prima possibile. I miei colleghi? Sono stati grandi. Ho ricevuto tanta solidarietà, sono stati in molti a contattarmi. Vorrei ringraziarli tutti per avermi dato il loro appoggio." 

Secondo le diverse indiscrezioni che circolano, l'istruzione del processo dell'UCI nei confronti di Froome verrà svolto in tempi ristretti, tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima. E dunque c'è grande attesa per sapere quale sarà la sentenza a carico del britannico, con la difesa che punta ad evitare una lunga squalifica.

Ricordiamo che il valore di salbutamolo riscontrato nelle sue urine era di 2000 ng/ml, il doppio del consentito, con Froome che potrebbe anche essere squalificato per un lasso di tempo che va dai due ai quattro anni, oltre alla revoca della Vuelta 2017. Le controanalisi, già effettuate, ne avevano confermato la positività.




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