Schumacher, 4 anni fa il tragico incidente: come sta il 7 volte campione di F1?

Sono già passati 1460 lunghi giorni dalla caduta sugli sci a Meribel: le condizioni dell'ex pilota caduto ormai nel più totale anonimato

29 dicembre 2013. Una data tragica per il mondo dello sport e per gli appassionati di Formula 1. Quel freddo giorno di fine anno Michael Schumacher finì coinvolto in una maledetta caduta sugli sci a Meribel, in Alta Savoia (Francia), sua seconda passione dopo le corse. Da allora il tedesco sette volte campione del mondo di F1 (cinque volte con la Ferrari) non si è più ripreso, finendo per lottare costantemente tra la vita e la morte su un letto d'ospedale. I danni cerebrali riportati nel forte impatto con un sasso lo trascinarono in un limbo senza fine e col passare del tempo è via via scemata l'attenzione mediatica nei suoi confronti. Ma a quattro anni di distanza da quel drammatico episodio una domanda sorge spontanea: come sta Schumi?

Una domanda destinata a non trovare una vera e propria risposta. Si, perché dal giorno delle sue dimissioni dall'ospedale, il settembre del 2014, la famiglia dell'ex pilota si è chiusa a riccio nella sua villa in Svizzera, non lasciando più trapelare informazione alcuna sulle condizioni di salute di Michael. Quest'ultimo viene costantemente monitorato da un team di medici e infermieri e accudito dalla moglie Corinne e dai due figli Mick e Gina Maria, che ne custodiscono gelosamente la privacy. In tutto questo tempo si è parlato della carriera del secondogenito Mick all'inseguimento delle orme del padre in Formula 3 e delle gesta della primogenita, asso dell'equitazione e già campionessa del mondo di training. Ma di Schumi senior, purtroppo, un alone di mistero che rimane tutt'oggi invalicabile.

A creare un piccolo spiraglio in tutto ciò rimangono le dichiarazioni del giornalista ed esperto di Formula 1, Leo Turrini, che su Quotidiano.net scrive: "La verità, nella sua cruda asprezza, è che Schumi ha sì gli occhi aperti ma non ha coscienza di se stesso". In molti invece, come i compagni e amici di sempre Jean Todt e Luca Badoer, preferiscono rispettare la decisione della moglie del più grande automobilista di sempre non professando parola. Anche Luca Baldisserri, storico ingegnere di pista espressamente voluto da Schumi nel 2000, ha scelto la via del silenzio.

“Non so nulla. La tentazione di chiedere notizie di Michael l’ho avuto ma ho sempre resistito - ha affermato Baldisserri -. Di papà abbiamo parlato poco con Mick e solo quando mi chiedeva come Michael si sarebbe comportato in determinate circostanze”. Insomma, 1460 giorni dopo i tragici fatti di Meribel il totale riserbo sullo stato di salute di Micheal Schumacher rimane la costante. A noi non resta che ricordarlo per ciò che è stato e continuerà ad essere: il migliori di tutti i tempi in pista. A lui e alla famiglia l'augurio di vincere la sua più grande e difficile corsa. Quella con la vita.

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