Zidane annuncia l'addio al Real Madrid: 'Giusto cambiare per me e la squadra'

Il tecnico francese ha annunciato l'addio al Real Madrid in una conferenza stampa convocata d'emergenza con il patron Florentino Perez

Come un fulmine a ciel sereno arriva l'annuncio dell'addio di Zinedine Zidane al Real Madrid. Il tecnico francese, con il patron Florentino Perez, ha convocato una conferenza stampa d'urgenza per annunciare la separazione a quasi una settimana dal trionfo in Europa, con la vittoria sabato della terza Champions League consecutiva. Una notizia che potrebbe scatenare un clamoroso valzer di panchine, con Antonio Conte in pole position per sedersi sulla panchina dei blancos e che, di conseguenza, libererebbe il posto a Maurizio Sarri sulla panchina del Chelsea.

Anche Ronaldo rischia di dire addio al Real Madrid.

LA CONFERENZA STAMPA DI ZIDANE

L'ormai ex tecnico del Real Madrid, Zinedine Zidane, è intervenuto in conferenza stampa per spiegare i motivi che l'hanno portato alla decisione di lasciare la capitale spagnola. Una conferenza stampa introdotta dal patron, Florentino Perez, che lascia subito la parola all'allenatore francese:

I motivi dell'addio al Real Madrid: "Ho deciso di non continuare sulla panchina del Real Madrid. Ho voluto parlare con lui per spiegare i miei motivi. E' un momento duro e importante. Questa squadra deve continuare a vincere e per questo ha bisogno di un cambio in panchina. Parlo di altre metodologie di lavoro, per questo ho preso questa decisione. Voglio bene a questa squadra e al presidente, a cui sarò grato per sempre, ma oggi per me e per la squadra è giusto cambiare. Per questo ho scelto di non continuare".

I ringraziamenti: "Può essere un arrivederci, il Real mi ha dato tutto. Io continuerò ad essere vicino al club. Per molti non può avere senso, ma per me era il momento di cambiare, sia per me che per i giocatori. Dopo 3 anni era la decisione più giusta. Ripeto, capisco i dubbi. Io però voglio solo ringraziare i tifosi e i giocatori che mi hanno sempre appoggiato. In una stagione ci sono momenti complicati e i fischi ci possono stare, lo capisco visto che siamo il Real Madrid. Io però li ringrazio per tutto, non solo loro ma anche le persone che lavorano nel club dagli uffici ai magazzinieri fino ai dottori. Le vittorie sono di tutti, non solo di poche persone".

Il momento giusto per l'addio: "Ci sono momenti buoni, momenti complicati e momenti spettacolari. Uno deve sempre riflettere sul suo percorso, ripeto, per questo è il momento giusto per dire addio soprattutto perché i giocatori hanno bisogno di un cambio di guida tecnica. Il Real è un club esigente, la sua storia è grande e ai giocatori è richiesto sempre di più. Ora è giusto che abbiano altri stimoli per continuare a vincere".

La squadra: "Loro lo sanno già, gli ho mandato dei messaggi. Ho parlato solo con Sergio Ramos e con gli altri capitani della squadra".

Sull'annuncio di una sua permanenza a febbraio: "Non è cambiato niente, è solo uno sviluppo naturale della situazione. Il 20 di febbraio non pensavo a questa situazione. Ho sempre detto che in questo club può succedere di tutto e che l'importante è il giorno dopo giorno. Io non sono stanco di allenare, faccio questo lavoro da soli 3 anni. Ora però è il momento in cui la squadra deve continuare a vincere e per farlo è giusto cambiare".

Il ricordo più bello: "Quando il presidente mi ha scelto come giocatore, perché il sogno di ogni calciatore è quello di giocare al Real Madrid. Poi sono successe molte cose, ma se devo scegliere un momento da allenatore è quello quando abbiamo vinto la Liga. Il peggiore è l'eliminazione dalla Copa del Rey contro il Leganes".

L'unica motivazione: "Il ruolo di allenatore ha anche questo aspetto. Abbiamo discusso tutto col presidente per due mesi, per quanto riguardala costruzione della squadra. La mia unica motivazione è che la squadra aveva bisogno di un cambio per continuare a vincere".

Difficile continuare così: "Volevo trasmettere serenità, sia da allenatore che oggi in conferenza. I giocatori non hanno niente a che vedere con la mia decisione. Dopo tre anni di successi per un allenatore è difficile continuare così. O almeno per me sarebbe stata dura. A me piace vincere, in ogni cosa. Ora avevo la sensazione di rischiare di non vincere e per questo serviva un cambio. E' successo lo stesso anche da giocatore: quando credevo di non poter vincere ho sempre scelto di cambiare. Il giorno della decisione invece non ve lo comunicherò".

Perez congeda così Zidane: "Oggi è un giorno triste per il Real Madrid. Accettiamo e rispettiamo la decisione di Zidane. Ieri, quando ho saputo la cosa, ho avuto un sussulto. Non ero preparato ad una notizia del genere. Per me non è un addio, ma un arrivederci a presto. Se ha bisogno di un po' di riposo è giusto che se lo prenda".

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