Il condirettore di Sky Sport e l'ex Campione del Mondo del 1982 hanno parlato della futura guida tecnica dell'Italia

In Russia non ci andremo. E' dura da digerire ma dobbiamo abituarci all'idea di guardare i Mondiali di calcio del 2018 da semplici ospiti. Il giorno dopo la clamorosa disfatta contro la Svezia e in attesa di capire cosa succederà ai vertici della FIGC e della Nazionale Italiana di calcio, è tempo di analisi. 

Tra i principali colpevoli della 'catastrofe' di San Siro c'è sicuramente il Commissario Tecnico Gian Piero Ventura. L'allenatore dell'Italia ha fallito una qualificazione mondiale contro una Nazionale, quella svedese, decisamente di livello inferiore agli Azzurri. Ventura sarà il capro espiatorio del fallimento italiano insieme a colui che l'ha scelto alla guida della nazionale: Carlo Tavecchio. Tutti gli italiani si aspettano le dimissioni di entrambi e la successiva rifondazione di una squadra che ha toccato il fondo.  Con la panchina azzurra 'vacante', è già partito il toto-CT.

Le idee più 'logiche' portano ad allenatori affermati del calibro di Ancelotti, Conte, Allegri e Mancini, ma non mancano le proposte stravaganti, quelle che con un colpo di coda vorrebbero riportare l'Italia ai fasti di un tempo. Nel delirio post-eliminazione, Beppe Bergomi e Fabio Caressa hanno parlato della futura guida tecnica dell'Italia proponendo una panchina ad interim. Così l'ex Campione del mondo '82: "Dobbiamo arrivare a questi grandi allenatori che possono lavorare ad iterim. Tanto i soldi importanti li prendono dai loro club. Tu vai da Mourinho e gli dici: tanti soldi li dà lo United, te ne dà 12 o 15, la federazione te ne dà 1 o 2, vieni e lavori per il tempo necessario quando ci sono le convocazioni e vai lì. Dobbiamo arrivare a questo. Altrimenti questi allenatori non vengono, preferiscono rimanere nel club perché è un calcio diverso che preferiscono".

Stesso pensiero quello di Fabio Caressa, condirettore di Sky Sport, che si propone proprio con il nome dell'allenatore del Manchester United: "Già in passato voleva allenare il Portogallo e non gliel'hanno permesso. Credo che adesso le società di calcio, come ad esempio il Manchester United, avrebbero tutto l'interesse ad avere il proprio tecnico che allena anche una Nazionale di prestigio. Così avrebbero anche modo di scaricare le tensioni e non pensare solo alla Nazionale. E costerebbe anche meno ingaggiarlo. Dobbiamo pensare diversamente, più moderno, prendendo anche un CT part-time e con esperienza internazionale". 

Forse è già azzardato pensare ad un tecnico 'straniero' con i maestri di calcio che abbiamo in Italia. Ma la verità, molto probabilmente, sta da un'altra parte. C'è il vuoto di una generazione di 'campioni', come quelli di Germania 2006, o come quelli di Spagna '82. L'assenza di valorizzazione dei vivai, i pochi investimenti sui giovani e i top club che puntano su un calcio che non nasce in Italia hanno portato al tracollo di San Siro. Poi, per la panchina Nazionale, basta individuare il più bravo in circolazione, e metterlo in sella. 

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