NBA, storia di squadre in crisi: che sarà di Cavaliers e Clippers?

I vicecampioni uscenti di Cleveland stentano tantissimo a Est così come deludono a Ovest gli attesi Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari

NBA, storia di squadre in crisi: che sarà di Cavaliers e Clippers?

Quest’anno la National Basket League è un generatore di sorprese con alcune “corrazzate” che annaspano in un mare pieno di insidie. Dopo poco più di 10 partite le grandi deluse hanno i nomi dei Cleveland Cavaliers e dei Los Angeles Clippers

Attese da consensi e favori del pronostico si ritrovano ai margini della zona playoff con prestazioni alquanto incerte e molte delle loro stelle fuori forma o bloccate dagli infortuni.  Il caso più emblematico è quello dei vicecampioni uscenti di Cleveland che pur potendo schierare un quintetto con gente del calibro di LeBron James, Derrick Rose, JR Smith, Kevin Love e Jae Crowder, con Dwyane Wade a fare da sesto uomo, dopo 12 incontri si presentano con un record mediocre di 5 vinte e 7 perse e, soprattutto, la sensazione di non riuscire più a essere una vera squadra. 

 Una storia  che è ancora al primo capitolo e che fino ad ora ha un solo personaggio in grado di reggere il peso di tutte le dinamiche narrative: Le Bron James. Il prescelto, ancora una volta il migliore nell’ultima partita persa, per 117 a 113, contro gli Houston Rockets di coach Mike D’Antoni, viaggia con una media di 29,3 punti e 8,9 assist a partita .  Il suo rendimento di alto livello da solo non basta a salvare la baracca e l’impressione è che coach Tyronn Lue dovrà ancora faticare parecchio per trovare la quadratura di un cerchio costruito su troppi equivoci a cominciare dal ruolo di Wade e dall’eterna incostanza di JR Smith.

Un po’ lo stesso tipo di problemi che angoscia Doc Rivers, l’allenatore dei Los Angeles Clippers, con la sua compagine che dopo una buona partenza ha infilato 4 sconfitte di fila attestandosi su di un record negativo di 5 vinte e 6 perse. Questo nonostante la possibilità di poter contare su di un formidabile quintetto con il super rimbalzista DeAndre Jordan , il talentuoso Patrick Beverley in regia, Austin Rivers come tiratore e due formidabili ali quali Blake Griffin e Danilo Gallinari. Una spiegazione ai recenti black out potrebbe sicuramente giungere, in primis, dalle scarse percentuali realizzative  di alcuni a cominciare dallo stesso Gallinari che nel tiro da 3 con un mediocre 26% è ampiamente sotto la media della Lega, fissata a 35,9%, e in secundis da problemi nella circolazione della palla che paga lo scollamento di alcune giocate individuali e la difficoltà di marcare ali piccoli di stazza e di talento come per esempio Paul George, la stella degli Oklahoma City Thunder, che nell’ultima partita ha rifilato 42 punti alla compagine di Los Angeles. Dalla parte dei Clippers e di Cleveland c’è la tempistica di una stagione ancora molto lunga e in grado di porre rimedi per non precludersi le possibilità di aggancio a una vetta che ad Est vede primeggiare i Boston Celtics, 11 vinte e solo 2 perse, e ad Ovest gli Houston Rockets a braccetto con i Golden State Warriors, entrambe con un record di 9 vinte e 3 perse.

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