Gallinari e il ritmo alto: ecco i nuovi Clippers senza Griffin

La squadra di Doc Rivers ha cambiato pelle dopo il passaggio di Griffin ai Detroit Pistons

Gallinari e il ritmo alto: ecco i nuovi Clippers senza Griffin

Nel corso dell’estate i Clippers hanno deciso di chiudere un capitolo molto importante della loro storia recente: vale a dire quello che aveva visto Chris Paul guidarli, nel tentativo di centrare quel titolo Nba che è sempre sfuggito. La squadra di Los Angeles ha provato più volte ad inseguire l’anello affidandosi al trio formato da Paul, Griffin e Jordan, ma evidentemente non era sufficiente per vincere o andarci quantomeno vicino. Quel roster, fondato su quei giocatori chiave, aveva più volte dimostrato di non poter compiere quell’ultimo salto di qualità che mancava – il più difficile da realizzare – ossia quello di diventare a tutti gli effetti una squadra da titolo. Probabilmente la scelta di voltare pagina è arrivata anche in ritardo, ma d’altronde si sa: ammettere un fallimento è molto complicato, soprattutto se la convinzione di trovarsi sulla strada giusta era molto forte.

In estate però CP3 ha lasciato Los Angeles, trasferendosi agli Houston Rockets - alla corte di James Harden - nella speranza di riuscire a realizzare in Texas quel sogno che partita dopo partita, stagione dopo stagione, sta cominciando ad assomigliare sempre più ad un’ossessione: riuscire a mettersi al dito l’anello di campione Nba. A Los Angeles dunque erano rimasti DeAndre Jordan e soprattutto Blake Griffin. Il ricco rinnovo di contratto riconosciuto a quest’ultimo lasciava intendere una volontà molto chiara da parte dei Clippers: affidare a Griffin le chiavi della squadra,chiedendogli un ulteriore salto di qualità sul piano della leadership. Alla fine però, complice anche qualche infortunio di troppo, l’intento della franchigia di Los Angeles è naufragato e la scorsa settimana è arrivato il secondo tassello della rivoluzione: i Clippers infatti hanno impacchettato Blake Griffin e lo hanno spedito a Detroit in cambio di Avery Bradley, Tobias Harris, Boban Marjanovic, una prima scelta del 2018 e una seconda scelta del 2019.

E’ iniziata una nuova era in casa Clippers: Gallinari protagonista

Con la partenza di Blake Griffin da Los Angeles dunque, si chiude un altro capitolo molto importante nella storia recente dei Clippers. La cessione del numero 32 rappresenta una svolta non solo dal punto di vista della leadership – con la squadra di Doc Rivers che ha perso di fatto quella che era la sua stella – ma anche dal punto di vista tecnico: i Clippers infatti ora potranno modificare il loro stile di gioco, senza dover necessariamente fermare il pallone per diversi secondi nelle mani di un giocatore (che fino ad una settimana fa era appunto Griffin). Dunque si proverà ad avere una maggiore circolazione di palla, almeno nelle intenzioni, e in tal senso, qualcosa si è già visto questa notte nella vittoria ottenuta contro i Dallas Mevericks, con Gallinari grande protagonista. Il Gallo infatti ha realizzato 28 punti, trascinando la squadra nel finale con canestri e giocate che hanno consentito ai Clippers di piazzare il sorpasso negli ultimi secondi della sfida.

Di certo, quel che appare evidente vedendo giocare il quintetto agli ordini di Doc Rivers, è il diverso modo di interpretare la partita: i Clips infatti, con Bradley, Harris e Lou Williams sono divertenti e soprattutto, giocano a ritmi molto alti: la parola d’ordine ora è correre, con un attacco che sembra essere rinato. Centrare i Play-off non sarà di certo facile, con i Clippers che al momento si trovano al nono posto ad Ovest – ad una vittoria di distanza dai Pelicans – ma di certo la squadra di Doc Rivers ci proverà fino alla fine, potendo contare su un Danilo Gallinari che sembra ritornato a buonissimi livelli.



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