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Doping Olimpico:la prima vittima è un atleta del sol levante

Kei Saito è stato trovato positivo dopo aver preso parte alla 1500 metri di Short Track.

Doping Olimpico:la prima vittima è un atleta del sol levante

PyeongChang è da qualche giorno la capitale dello sport e come in ogni metropoli (anche se metaforica) ci sono le zone di lustro (come la bella cerimonia di apertura) e le zone buie.

Il doping è quanto di peggio si possa fare in questo mondo e il giovane atleta nipponico Kei Saito sembra aver sottovalutato questo punto, infatti è stato sorpreso da un test antidoping dopo la prima prova dei 1500 metri di velocità ed è risultato positivo ad un prodotto diuretico inserito nella lista nera.

L’atleta ventunenne ha accettato senza alcuna polemica la sospensione arrivata dal tas, tribunale arbitrale per lo sport ed ha abbandonato il villaggio olimpico.

Soprassedendo su questo spiacevole episodio le gare proseguono incessantemente e vedono i colori nostrani arrancare con una sola medaglia di bronzo e un trittico di testa agguerritissimo formato da Germania, Olanda e Stati Uniti che fino al 25 febbraio non lasceranno nemmeno un centimetro di neve e ghiaccio all’avversario.

Il doping però è una piaga vecchia come il mondo e per il mondo dello sport e dei giochi olimpici questo non è certo una novità. Infatti già nelle olimpiadi di St. Louis del 1904 il maratoneta Statunitense Thomas Hicks venne sorpreso in quando l’atleta vinse la medaglia d’oro grazie a 2 iniezioni ricevute dal suo allenatore durante la prova ma non esistendo all’epoca il comitato antidoping la medaglia non fu mai ritirata.

Più recenti e aimè noti per i nostri colori il caso Schwazer a Londra 2012 e il grande e più recente scandalo Russo che ha visto l’esclusione dell’intera squadra a questa edizione Sud Coreana nonostante il ricorso presentato da 47 atleti della squadra Moscovita.

Infatti trentadue atleti tra cui Viktor Ahn (sudcoreano dello short track naturalizzato russo e vincitore di 3 ori e un bronzo a Sochi) e il giorno successivo altri quindici hanno presentato un ricorso dell’ultimo minuto e il giudizio del tar è stato perentorio.

Queste le parole dell’organo di giustizia: "Il Tribunale ha reputato e verificato che il metodo seguito dal Cio per valutare i requisiti dei russi da invitare a partecipare alle Olimpiadi di Pyeongchang sotto bandiera neutrale sia stato discriminatorio, arbitrario o sleale nei confronti degli atleti in questione"  inoltre "ha deciso di offrire ai singoli atleti l'opportunità di partecipare ai Giochi invernali a certe condizioni, un processo progettato per bilanciare l'interesse del Cio nella lotta globale contro il doping e gli interessi dei singoli atleti della Russia" e quindi "non ci sono prove che le due commissioni speciali del Cio abbiano fatto le loro valutazioni in modo improprio" e per questo i 47 atleti sono stati rispediti a casa.

Le olimpiadi invernali di PyeongChang potrete seguire sui canali Rai Sport ed Eurosport (esclusa SKY) ogni notte nella speranza di gioire per i successi dei colori azzurri e senza dover affrontare nuovi casi di doping o slealtà che sono l’esatto opposto dello spirito dei giochi olimpici moderni nati nel 1896 nella variante estiva e nel 1924 nella variante invernale e che almeno per qualche settimana sono in grado di fermare guerre e incomprensioni come in questa edizione tra le due coree che almeno sportivamente sono tornate ad essere un'unica realtà.



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