Il tecnico della Ternana ha scosso l'ambiente azzurro con dichiarazioni forti per il match perso in Svezia dall'Italia: il momente delle "chiacchiere" ora è finito

Siamo alla resa dei conti. L'Italia contro la Svezia si gioca l'ultima chance di accedere al Mondiali del 2018, serve vincere e anche con due gol di scarto. Tra gli Azzurri serpeggia la convinzione di farcela, ma sino ad ora quanto fatto vedere da Buffon e compagni in campo lascia molte perplessità e un carico di preoccupazioni mica da poco.

E allora per "scuotere" un po' tutto l'ambiente Azzurro, ormai piatto da tempo, ci ha pensato bene il tecnico della Ternana, Sandro Pochesci. Il 54enne allenatore degli umbri, visto il silenzio apparente di tutti i componenti della Nazionale, trinceratisi dietro i consueti "Ce la faremo", "E' stata colpa dell'Arbitro", "Siamo stati sfortunati", ha parlato senza mezze misure dell'ennesima "magra figura" rimediata dall'Italia venerdì scorso in quel di Stoccolma.

Una presa di posizione netta e condivisibile, visto che le cose non vanno assolutamente nel verso giusto e di come, una clamorosa mancata qualificazione ai Mondiali del giugno prossimo, stia diventando sempre più una preoccupante realtà. Perché fare finta di nulla è l'errore più grosso che si possa commettere: fingere e ostentare sicurezza, quando invece basta guardare il volto del CT Giampiero Ventura, per accorgersi che tutto c'è, tranne tranquillità e fiducia, non fa certo dormire sonni tranquilli a tutti gli italiani.

Pochesci ha sottolineato a più riprese la mancanza di grinta, di determinazione, anzi ha parlato di "paura", termine migliore per fotografare la Nazionale di Ventura. Un sentimento che proprio l'ex tecnico di Bari e Torino, tra le altre, ha inculcato al suo gruppo. I giocatori a sua disposizione non saranno certo fenomeni, ma farsi anche "menà", come ha detto Pochesci, è un limite raggiunto inaccettabile.



E allora adesso serve un cambio di rotta immediato. A partire dal presentare in campo una squadra degna di tal nome, che non abbia paura e che spinga San Siro, non il contrario, alla vittoria e alla qualificazione ai Mondiali. Perché anche il Presidente Federale, Carlo Tavecchio, chiusosi a riccio nel post Stoccolma, senza quasi parlare e lasciando correre come se fosse sempre normale andare in giro per l'Europa a far prestazioni scialbe e senza nerbo, è ora che si assuma le proprie responsabilità.

Una Federazione in balia delle onde che, in caso di fallimento totale e di una Nazionale fuori dai Mondiali, dovrebbe essere azzerata all'istante. Cambiando tutto un sistema malfunzionante, solo per usare un eufemismo, e inconcludente. E dunque c'è ancora spazio per risalire la china, dopo aver toccato ancora una volta il fondo. Ma i conti dovranno essere fatti anche in caso di esito positivo del return match di Milano, prima che gli allarmi si trasformino in ulteriori "disastri calcistici".

Ventura e l'Italia devono svegliarsi prima che sia troppo tardi, ecco perché Pochesci ha ragione. Basta chiacchiere, "parole di coraggio buttate lì a caso", post su Facebook, Instagram e Twitter di falso incitamento. Adesso è tempo di pedalare in campo e andare ai Mondiali senza se e senza ma, perché a giugno noi dovremo andare in Russia da protagonisti, non come spettatori neutrali "tristemente" accomodati sui nostri divani.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI ITALIA-SVEZIA


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