VAR non solo nel calcio: la tecnologia debutterà anche nella Boxe a Tokyo 2020

Si chiamerà "BAR" e consentirà ai pugili di contestare un verdetto della giuria reputato ingiusto attraverso l'analisi del match

Il pugilato come il calcio. Lo sport da combattimento più antico e famoso ha deciso di affidarsi al VAR. Dopo le sperimentazioni molto positive effettuate in Italia e in diversi campionati d'Europa, che hanno portato ad una sistematica riduzione degli errori arbitrali, anche la boxe intraprenderà presto il sentiero della tecnologia. Bisognerà aspettare soltanto pochi anni, esattamente la ventitreesima edizione delle Olimpiadi di Tokyo 2020, evento in cui il "BAR" farà la sua prima apparizione. Per i pugili la possibilità di contestare un verdetto della giuria reputato ingiusto e porlo al vaglio di una minuziosa analisi tramite il "Bout Analisys Review".

Una soluzione ripresa nuovamente in considerazione dall'Aiba (l'Associazione Internazionale Boxe Amatori) in una riunione andata in scena a Roma con gli esponenti del Comitato esecutivo e della commissione tecnica, e che permetterà di poter ribaltare ogni verdetto di arbitri e giudici. "Abbiamo varato l'elaborazione del 'Bar' per tutelare i risultati che a volte sono assolutamente errati e ingiusti - ha dichiarato Franco Falcinelli, presidente ad interim dell'Aiba e presidente dell'ente europeo Eubc - Poiché è un prodotto elaborato in Italia con la collaborazione di Umberto Di Felice, il primo test sarà collaudato durante i campionati Europei Youth a Roseto degli Abruzzi dal 15 al 26 aprile per poi esser applicato in ogni competizione con un titolo in palio".

Novità assoluta dunque in uno sport come la Boxe, che servirà a placare le svariate proteste piovute a seguito delle decisioni, spesse volte errate, dei direttori di gara, come accadde all'Italia nel corso delle Olimpiadi estive di Rio. In quell'occasione la Nazionale italiana, al termine dell'incontro tra Clemente Russo ed Evgenij Tischenko, si era lamentata della gestione da parte dei giudici e del verdetto finale. La pena massima in quel caso era l'esclusione dal torneo di quegli ufficiali che avevano suscitato perplessità tra federazioni e spettatori a seguito delle loro decisioni.

Da ora in avanti non sarà più così, con il Bar che provvederà a risolvere il problema del "verdetto contestato" che in diverse occasioni ha gettato in cattiva luce l'immagine del Pugilato ai Giochi Olimpici. In questo senso il Cio era arrivato a minacciarne la cancellazione dal programma olimpico.

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