Questa notte è venuta a mancare una delle bandiere della Juventus, un giocatore con oltre 300 presenze in bianconero

Questa notte è venuta a mancare una delle bandiere del nostro calcio, un giocatore con oltre 300 presenze nella serie A e una nella nazionale di calcio. Uno scudetto vinto con la maglia bianconera addosso e una Coppa Italia. 

Questa notte, all’età di 79 anni è morto lo storico portiere della Juventus Roberto Anzolin, estremo difensore bianconero tra il 1961 e il 1970. A renderlo pubblico è lo stesso club bianconero che sul proprio sito ufficiale lo ricorda con queste parole: "portiere guizzante, di affidabilità assoluta".

LA CARRIERA NELLA JUVENTUS - 310 presenze spalmate in 9 stagione In bianconero dove riuscì a vincere anche uno scudetto e una coppa Italia."In questo giorno di lutto la Juventus ricorda commossa il grande Roberto - si legge sul sito del club - e si stringe al dolore della sua famiglia, cui vanno le più sentite condoglianze da parte della società e di tutti i tifosi".

Walter Veltroni, premiato questa mattina a Torino dalla Figc con il Premio Nazionale Letteratura del Calcio Antonio Ghirellì, ha dedicato ad Anzolin il riconoscimento, giunto quest'anno alla sesta edizione. «Ho amato due juventini più degli altri: Tardelli e Anzolin» disse una volta lo stesso Walter Veltroni in un’intervista.

LE ALTRE SQUADRE - Anzolin non ha vestito durante la sua lunga carriera solo la maglia della Juventus, ma fra le altre squadre di cui il portiere ha vestito la maglia, ci sono anche il Palermo, l'Atalanta, il Vicenza e il Monza. In Nazionale, "chiuso" da Enrico Albertosi, riportò una sola presenza.


IL GIOCATORE – L’ex portiere bianconero ci lascia all’età di 79 anni dopo aver dedicato praticamente la sua vita al calcio. Tantissime le presenze in serie A e tantissime le persone che oggi lo ricordano con nostalgia. Uno dei suoi maggiori tifosi fu proprio quel Walter Veltroni( politico vicino alla presidenza della lega in più occasioni) che oggi gli ha reso anche omaggio. Anzolin fu figlio d’arte. Anche suo padre Bruno era calciatore e giocò come centrocampista nel Vicenza in Serie B negli anni 1930.

Negli anni di militanza alla Juventus sposò Gabriella, da cui ebbe due figli: un maschio e una femmina. Čestmír Vycpálek, suo allenatore al Palermo, lo ha descritto così: «Fra i pali era agile come un gatto, praticamente imbattibile, schizzava da un palo all'altro con guizzi felini. Nelle uscite basse era impeccabile, non altrettanto nelle mischie e in quelle alte».

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