Serie A, Nicchi dubbioso sul VAR: "Non so se ci sarà l'anno prossimo''

Il numero uno dell'Associazione Italiana Arbitri promuove la tecnologia ma non esclude un possibile accantonamento a partire dal prossimo anno

Da quando è in vigore in Italia l'uso della tecnologia ha completamente stravolto il modo di arbitrare dei direttori di gara. Ad inizio stagione il massimo campionato italiano accoglieva con grande speranza (e anche un pizzico di scetticismo) il Video Assistant Referee, strumento che avrebbe dovuto eliminare gli errori sul rettangolo di gioco che spesso e volentieri finivano per penalizzare l'una o l'altra squadra durante l'arco dei novanta minuti. Col trascorrere dei mesi e della fase di sperimentazione, il VAR si è dimostrato strumento non impeccabile, capace di alimentare ulteriori polemiche tra i tifosi ma comunque in grado di limitare una percentuale di errori sul campo non indifferente, facendo trapelare i tanti attesi risultati positivi.

VAR O NON VAR PER LA PROSSIMA STAGIONE?

Proprio per questo motivo si è già iniziato a pensare al futuro. A quello che sarà la Serie A 2018/2019. Dopo le importanti modifiche sul calendario arrivate nella giornata di ieri si è tornato a parlare anche della strumentazione VAR e su una sua eventuale riconferma o meno a partire dal prossimo anno. A trattare l'argomento il numero uno dell'Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, che ai microfoni di Radio Crc si è mostrato dubbioso su un possibile VAR bis nella prossima stagione: "Non so se la Var ci sarà anche l'anno prossimo in serie A, ma credo di sì e lavoriamo affinché funzionerà ancor meglio. I riconoscimenti che arrivano, inoltre, ci gratificano perché molti paesi europei prendono l'Italia come esempio".

Qualche dubbio ma anche la volontà di continuare a credere nella tecnologia, promuovendo anche per la prossima stagione uno strumento che innegabilmente sta dando una grossa mano agli ufficiali di gara: "Come categoria abbiamo l'obbligo di seguire un protocollo rigido e complicato e alla fine del primo anno di sperimentazione probabilmente verrà aggiustato. Di conseguenza, l'innovazione tecnologica va migliorata, ma a volte quelli che vengono classificati come errori non sono tali, ma episodi su cui la tecnologia non può intervenire. Nella maggioranza dei casi, però, la Var è stato di grande supporto". 

E sul ruolo dei fischietti Nicchi continua: "L'arbitro alla Var è quello che decide e lo fa anche in base alle immagini che gli vengono fornite e devo dire gli operatori stanno facendo un grande sforzo per crescere dal punto di vista della tempestività. Quando la Var interviene in modo silente o modifica una decisione, viene tutto registrato e serve anche per capire dove serve maggiormente lo strumento tecnologico. È un lavoro affascinante e le eventuali modifiche verranno fatte quando sarà il momento".

VAR AL MONDIALE, "UEFA NO"

Infine qualche parola sull'ufficialità del VAR ai prossimi Mondiali di Russia 2018. Secondo Nicchi Fifa e Uefa posseggono le stesse idee, ma non gli stessi problemi: "Portare la Var al Mondiale è abbastanza semplice perché si gioca su pochi campi che possono essere attrezzati tranquillamente. Se parliamo di Uefa invece è diverso perché significa portare lo strumento in Paesi che non lo utilizzano e dovrebbe essere utilizzato da arbitri che attualmente non lo conoscono".

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