Icardi: "Vi spiego cosa rappresenta per me l'Inter..."

Il Capitano dell'Inter ha rilasciato un'intervista sulle pagine della rivista Topolino nella sezione dedicata ai 110 anni di storia dell'Inter

L'elongazione all'adduttore lo ha messo fuori causa per alcune partite, ma Mauro Icardi è rientrato nel match contro il Napoli per riprendersi sulle spalle l'Inter e portarla a qualificarsi per la prossima edizione della Champions League.

All'attaccante argentino manca ancora un gol per centrare il traguardo delle 100 reti messe a segno in Serie A e potrebbe raggiungerlo proprio contro la squadra con la quale ha iniziato ad aggiornare il tabellino delle marcature: vale a dire quella Sampdoria che lo ha lanciato in Serie A e dalla quale l'Inter lo ha prelevato.

I prossimi mesi saranno importanti per Mauro Icardi e per il club nerazzurro, con Ausilio e Sabatini che saranno chiamati a sedersi intorno ad un tavolo con Wanda Nara per discutere il rinnovo con adeguamento dell'ingaggio di Maurito, magari eliminando o alzando la clausola rescissoria attualmente presente nel contratto del bomber nativo di Rosario - di 110 milioni - valida solo per l'estero. 

Mauro Icardi ha rilasciato un'intervista alla rivista Topolino, nella sezione dedicati ai 110 anni di storia dell'Inter ed ha affrontato diversi temi legati al mondo nerazzurro. Ecco le sue parole: “Quale partita dell’Inter ricordo con più emozione? La finale di Champions League del 2010. E il 3-2 nel derby a ottobre, in cui ho fatto tripletta. Quanta responsabilità c’è a diventare capitano dell’Inter a soli 22 anni? Tantissima, a quell’età non è normale ma è nel mio carattere affrontare le sfide. Ricevere la fascia di Javier Zanetti mi ha dato tanto come calciatore e come uomo. Rappresento con orgoglio la squadra e i tifosi, cerco di fare del mio meglio. "Amala" per me la sintesi di questo club. Ci si vuole tutti bene, come in una famiglia che vive in amore. Lavoriamo insieme per il bene di tutti. E’ l’Inter: non tutte le squadre sono così. Per il suo 110° compleanno spero di regalare tanti gol e titoli, che portano gioia e soddisfazione. Cosa provo in campo davanti a più di 70mila persone? È straordinario, c’è tutta quella gente che urla: ‘Forza Inter’ e il tuo nome! È una gran fortuna poter provare quest’emozione. Come mi senti sul dischetto del rigore? È una responsabilità forte, tutta la fiducia della squadra è nei miei piedi, migliaia di tifosi ti guardano trattenendo il fiato. Ma bisogna calciare. È il mio ruolo. Chi è il miglior calciatore dell’Inter di sempre? Javier Zanetti. Del mondo? Lionel Messi. Argentini come me”.

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