Bologna, Dzemaili aggredito dopo l'allenamento: cosa ha insegnato Astori?

Brutta aggressione al centrocampista svizzero da parte di alcuni tifosi dopo l'allenamento odierno sostenuto quest'oggi

Non è un momento negativo per il Bologna, che nelle ultime due partite è riuscito a strappare un pugno sia nella difficile trasferta allo stadio Olimpico contro la Lazio, sia nel match interno contro la Roma, in entrambi i casi per 1-1. I rossoblu sono vicini alla fatidica soglia dei 40 punti, che rappresenta la salvezza virtuale, visto che attualmente la squadra di Donadoni è undicesima in classifica, a 35 punti, con undici punti di vantaggio sulla zona retrocessione e a sedici punti dalla zona europea. Nonostante un risultato in linea con le aspettative di inizio stagione, ci sono stati attimi di tensione fuori al campo di Casteldebole, dove si allena il Bologna, quest'oggi, che hanno visto coinvolto il centrocampista svizzero, Blerim Dzemaili.

AGGRESSIONE A DZEMAILI

Tornato dalla sua esperienza in MLS, Dzemaili è subito diventato un titolare inamovibile per il centrocampo di Donandoni (che a fine anno potrebbe dire addio), andando a rimpiazzare l'algerino Taider, che a sua volta si è trasferito nella Major League Soccer, nel Montreal Impact, l'altra società di cui è proprietario Joe Saputo e in cui giocava proprio Dzemaili. Come riferito da Il Resto del Carlino, il centrocampista svizzero è stato aggredito al termine dell'allenamento da alcuni tifosi. Il giocatore, infatti, all'uscita dal campo è stato avvicinato da tre tifosi, che pretendevano che lui abbassasse il finestrino e si concedesse a foto e autografi. 

Dzemaili, però, avrebbe reagito in maniera spazientita e questo ha causato la reazione di uno dei tre elementi, che ha cercato di colpire lo svizzero con un pugno ma il giocatore è subito ripartito riuscendo ad evitare l'aggressione. I tre elementi si sono dileguati prima dell'arrivo dei carabinieri, che sono stati chiamati proprio dal Bologna.

COSA HA INSEGNATO ASTORI?

Un episodio che dimostra come la vicenda Astori non abbia insegnato nulla e come gli stupidi ci sono ancora e ci saranno sempre nel mondo del calcio. Il capitano della Fiorentina, scomparso un mese fa, infatti, sembrava fosse riuscito nel miracolo di ricompattare un mondo, quello del calcio, che è da sempre diviso in fazioni. Per un giorno tutte le tifoserie si sono unite nel suo nome, ricordandolo e lanciando messaggi commoventi. Messaggi che, molto probabilmente, non sono lasciati da questi tre elementi, che non sono in grado di capire come un giocatore è una persona come tutti gli altri, che può avere la propria giornata no e può avere i propri problemi per la testa, a prescindere dallo stipendio percepito. Quando si capirà che non siamo di fronte a supereroi ma di fronte ad esseri umani, che provano gioie e dolori come persone normali, forse si riuscirà a fare quello step successivo in un mondo che ancora oggi ha dimostrato di essere rimasto violento e primitivo.

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