Buffon annuncia: 'Lascio la Juventus, ho avuto offerte dentro e fuori dal campo'

Il portiere della Juventus ha parlato in conferenza stampa annunciando il suo addio al club bianconero ma lasciando una porta aperta per il futuro da calciatore

Conferenza stampa attesissima quella che ha tenuto oggi il capitano della Juventus, Gianluigi Buffon. Si parla del futuro del portiere bianconero e della Nazionale italiana che, inoltre, non ha annunciato l'addio al calcio giocato, dichiarando che ogni decisione in quel senso è stata rimandata alla prossima settimana, mentre è sicuro l'addio alla Juventus, con la fascia di capitano che passerà a Giorgio Chiellini, che dunque rinnoverà il contratto in scadenza a giugno con la società bianconera. Addio annunciato anche alla Nazionale italiana, visto che, come annunciato da lui stesso, ci sono portieri bravi e giovani in grado di sostituirlo.

Juventus su Perin.

LA CONFERENZA STAMPA DI BUFFON

Questa la conferenza stampa tenuta dal portiere della Juventus, Gianluigi Buffon:

Addio alla Juventus: "Volevo ringraziare il presidente. Abbiamo sviluppato negli anni un rapporto unico, di condivisione, amicizia. Devo ringraziare anche voi giornalisti. E' una giornata particolare e ricca di emozioni. Sabato sarà la mia ultima partita con la maglia della Juventus. Voglio finire con due vittorie importanti con l'accompagnamento di Andrea, dei miei compagni e del tifo. Non volevo arrivare come un giocatore con il motore fuso. E non è così, e sono orgoglioso di questo. Voglio ringraziare la Juve: hanno preso nel 2001 un talento straordinario. Ma se questo talento è cresciuto e grazie alla Juve, che mi ha consacrato. Se a 40 anni sto qui è merito della Juventus. Una filosofia che ho fatto mia, che userò anche in futuro nel dopo-calcio. E' l'unico modo che conosco per raggiungere risultati. Ho gettato il cuore oltre l'ostacolo, al di là dei soldi e di tutto il resto. E la ringrazierò per sempre".

Offerte dentro e fuori dal campo: "Sabato giocherò una partita. Questa è l'unica cosa certa. Andrea è un consigliere del quale non posso privarmi. Sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolante, dentro il campo e fuori dal campo. La più prestigiosa fuori dal campo è arrivata proprio da Andrea Agnelli. La prossima settimana prenderò una decisione certa".

Una stagione ricca di emozioni: "E' stata una stagione con dei bassi clamorosi, e dei picchi incredibili. E tutto questo ha fatto in modo che la razionalità venisse meno. Ho avuto diverse perplessità, sicuramente dopo Juve-Napoli. Ma per l'ennesima volta abbiamo dato una risposta incredibile".

Sul futuro: "La prossima settimana deciderò. Ho fatto mio il modus operandi della Juve e sono convinto che la Juve debba programmare il futuro. Sono stato giocatore per quasi vent'anni, sono il primo a capirlo. Per me l'importante era finire nel miglior modo possibile. Non dimentichiamo il valore di Szczesny, che è pari al mio".

Futuro con l'Italia: "Non c'è nulla di vero, si tratta di cose inventate come il mio ipotetico ritorno al Parma".

Quale mestiere dopo quello di portiere: "Sul fuori campo, un periodo di formazione credo sia giusto per capire quali siano gli interessi predominanti. E per comprendere quale sia l'indirizzo professionale da prendere".

Addio alla Nazionale: "Se Buffon è stato un problema tre mesi fa, pensiamo cosa sarebbe oggi. La Nazionale ha già dei grandi e giovani portieri che hanno da fare grandi esperienze".

Un club per vincere la Champions: "No, si tratti di stimoli e sensazioni. Sono tante le riflessioni che dovrò fare. Sicuramente non sono uno che pensa che sia giusto finire la carriera in un campionato di terza o quarta fascia. Sono un animale da competizione".

Lo sfogo di Madrid: "A oggi non ho capito quale sia la ragione dell'espulsione. Anche voi giornalisti dovreste porvi un interrogativo sulle ragioni del mio allontanamento. E' evidente che poi io abbi trasceso. Ne sono dispiaciuto. In 23 anni ho sempre avuto una condotta educata. A distanza di giorni, ho detto che il Buffon di quella sera non poteva che dire quelle cose. Come ho detto alle Iene, sono dispiaciuto di aver offerto l'arbitro. Se l'avessi visto due giorni dopo, l'avrei abbracciato ma confermando il mio pensiero. Sono uno che non porta rancore, sono sereno".

Ritorno alla Juventus da dirigente: "Che la Juve per me rappresenti la famiglia, è chiaro. Sono onorato di essere percepito come uno della famiglia. Devo dire che la Juventus è una società che programma il futuro. Se un giorno sarò considerato un elemento valido, la Juve ha la precedenza su tutto. Sarebbe un ulteriore di generosità nei miei confronti".

Il pensiero di lasciare il mondo del calcio: "E' stato un'annata faticosa. Febbraio e marzo sono stati mesi complicati. Da aprile sono tornato a essere leggero e fiducioso. Ho pensato a sei mesi sabbatici, sì".

Esperienza in Premier League: "Ho detto che ho ricevuto qualche proposta, molto interessante. Dentro e fuori dal campo. A bocce ferme deciderò quello che sarà il meglio per me".

Szczesny erede: "E' un ragazzo intelligente. A parte me, ha avuto tanti esempi: parlo di Chiellini, Barzagli, Khedira e Lichtsteiner".

Una stagione da secondo: "Con Andrea abbiamo parlato di tutto. Un giocatore come me deve capire quando sia il momento per smettere. La Juve ha un portiere che vale me e ha 27 anni. Non posso diventare un disagio. Mi sento veramente una persona fortunata".

La forza della Juventus: "Prima di me la Juve ha avuto Zoff, Tacconi, Van Der Sar e altri. L'unica parte imprescindibile della Juve è la famiglia. E la forza è proprio quella. Una società che programma con largo anticipo le stagioni. La Juve continuerà a vincere senza di me, anche di più".

Messaggio a Chiellini, prossimo capitano: "Abbiamo vissuto in simbiosi, abbiamo sviluppato con esperienza e maturità la modalità con cui si arriva ai risultati. Giorgio incarna alla perfezione i tratti del capitano bianconeri. Posso solo dargli il mio in bocca al lupo. L'imbattibilità è proprio il merito dei miei difensori. E lo devo a loro e a giocatori come Giorgio. Lo ringrazio davvero di cuore".

Se ci sarà con la Nazionale il 4 giugno: "Non ci sarò. Come ho detto, la Nazionale è un'altra parentesi che ha caratterizzato il mio percorso e la mia vita calcistica. Non ho bisogno di altro tipo di celebrazioni".

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