Maran: 'Felice di essere al Cagliari, Barella deve restare'

Il nuovo tecnico del Cagliari è stato presentato in conferenza stampa quest'oggi e ha già trattato alcuni temi importanti anche sul mercato

Il nuovo allenatore del Cagliari sarà Rolando Maran, esonerato dal Verona ad aprile, quando i gialloblu hanno rischiato la retrocessione. Retrocessione che è stata sfiorata anche dai sardi, nonostante fino alla fine la dirigenza abbia deciso di dare fiducia a Diego Lopez, che alla fine è riuscito a risollevare una situazione che sembrava ormai compromessa. A dichiararlo è stato anche il direttore sportivo del Cagliari, Carlo Osti, quest'oggi in conferenza stampa: "Ringrazio Diego Lopez, la squadra si è salvata ma è stato un anno difficile e abbiamo deciso di cambiare con grande sofferenza. Lui è riuscito in un'impresa che a un certo punto sembrava impossibile".

LA CONFERENZA STAMPA DI MARAN

Rolando Maran è il nuovo allenatore del Cagliari ed è stato presentato quest'oggi in conferenza stampa. Questi tutti i temi trattati, dalla scelta di sbarcare in Sardegna all'argomento mercato, con una parentesi dedicata al gioiello dei sardi, Nicolò Barella, cercato dal Napoli negli ultimi giorni:

La gioia di essere al Cagliari: "Sono felice di essere qua, devo ringraziare la società tutta per questa opportunità. Non nascondo che era tanto che non ero emozionato così, la responsabilità è grande, ho imparato cosa significa allenare il Cagliari. Quello che si respira in questo posto è unico: c'è grande entusiasmo, una grande progettualità e strutture di grande livello. Ci metteremo al lavoro per fare un bel campionato. Non ho paura, ho voglia di mettermi a disposizione della città e della società. Ho la determinazione di conquistare la stima di un popolo intero perché so quanto possa valere".

La responsabilità di allenare il Cagliari: "Per me è motivo d'orgoglio essere qui, so quello che conta la squadra per il popolo sardo. Voglio guadagnarmi la stima, è una motivazione per me. Il senso di responsabilità è alto. Ho le caratteristiche caratteriali giuste, sono convinto e sicuro di quello che faccio e del mio lavoro. Sono stato accostato altre volte a questa panchina ma quest'anno c'è stata la possibilità concreta di scegliere in autonomia di accettare la corte del Cagliari".

La voglia di crescere del Cagliari: "Questa voglia di crescere insieme mi ha dato la spinta decisiva. Voglio portare la mia esperienza al servizio della società e della città che vuole migliorare e che merita di essere grande. Qui posso lavorare come piace a me, in sintonia con Marcello Carli. Voglio che il Cagliari si riconosca nelle mie idee e sia protagonista. C'è tanto da costruire e tante soddisfazioni ci attendono".

Le mosse di mercato: "Ho visto nella dirigenza la voglia di far bene e di costruire qualcosa. Non voglio soffermarmi sui nomi, spero che i giocatori importanti restino ma dormo sogni tranquilli perché c'è tanta voglia di far bene".

L'importanza di Barella: "Voglio costruire squadra intorno a Barella, se vogliamo essere propositivi lui ci deve essere".

L'idea di gioco: ". Io cerco di dare mentalità alla squadra, le etichette lasciano il tempo che trovano. Il calcio è così, ma chi vede le partite da che la mia idea di gioco è diversa. Io non devo convincere nessuno, devo solo lavorare e guadagnare la stima della dirigenza e dei tifosi. Essere qua a confrontarmi con Daniele Conti e Gigi Riva è importantissimo, non vedo l'ora di cominciare. Il lavoro paga e ha pagato anche quest'anno per fortuna".

La decisione di accettare il Cagliari: "La decisione di venire a Cagliari è stata immediata. Nel momento in cui mi hanno chiamato non ho avuto alcun dubbio. L'idea di venire qui è nata subito dopo la fine del campionato, mi sono sentito con Carli".

Differenza tra Chievo e Cagliari: "Ben venga un po' di passione in più, mi mancava. È positivo perché ti fa sentire la responsabilità ancora di più".

Stagione non positiva quella appena terminata: "Penso che nulla sia casuale. Un po' di incazzatura farà bene e darà la spinta giusta per affrontare questa avventura. Le difficoltà ci sono e le conosciamo, ma noi dobbiamo cercare di andare oltre i nostri limiti. Dobbiamo essere consci di portare la nostra identità ovunque anche con l'aiuto dei tifosi. Non dobbiamo smettere di sognare anche se sappiamo che ci saranno dei momenti difficili. Dobbiamo sempre uscire dal campo senza rimproverarci nulla".

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