Inzaghi: 'Saputo vuole vedere risultati, dobbiamo andare in Europa League'

L'ex allenatore del Venezia è stato presentato quest'oggi dal Bologna e ha subito illustrato quelli che sono gli obiettivi stagionali

Una delle rivelazioni del campionato di Serie B è stato sicuramente il Venezia di Filippo Inzaghi che, neopromosso dalla Serie C, è arrivato fino ai play off. Il tecnico, però, è riuscito a fare un ulteriore passo arrivano in Serie A visto che la prossima stagione siederà sulla panchina del Bologna. Quest'oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, introdotta dall'amministratore delegato, Claudio Fenucci, che ha spiegato i motivi della scelta: "Inzaghi incarna i sentimenti che vuole il presidente. Chi viene a Bologna viene per giocarsi una chance importante, con l'entusiasmo e la voglia di costruire qualcosa per lui e per noi, insieme a noi, in linea con quelle che sono le aspettative del club. Abbiamo pensato che fosse la persona giusta".

LA CONFERENZA STAMPA DI FILIPPO INZAGHI

Il nuovo tecnico del Bologna, Filippo Inzaghi, ha parlato in conferenza stampa dicendosi contento del nuovo incarico e soffermandosi su quelli che sono gli obiettivi stagionali della squadra rossoblu. Queste le sue parole:

I ringraziamenti di Inzaghi: "Mi va di ringraziare la dirigenza in primis, il presidente Saputo, Fenucci, Bigon, Di Vaio e quelli che ho conosciuto in un giorno e mezzo. Mi hanno fatto sentire a casa, ringrazio il Venezia che mi ha dato la possibilità di presentarmi nonostante sia ancora sotto contratto. La dirigenza del Bologna è stata corretta, perché mi ha aspettato fino all'ultimo giorno, ho dato tutto me stesso per il Venezia. Martedì sono venuto qui e ho trovato l'accordo su tutto, non avevo dubbi ed è quello che cercavo".

Le motivazioni: "Credo che siano l'unica cosa che non mi manca, ho sempre giocato per vincere, voglio sempre il massimo. Vedo Bologna come una cosa splendida che mi è successo, sotto sotto avevo la speranza di venire qui. Si può fare qualcosa di importante, ringrazio i tifosi perché sono venuti a parlarmi e ci siamo trovati in sintonia. Vogliamo solo il bene del Bologna, siamo felici se la squadra va bene. Farsi amare da tutti non sarà semplice, ma chi non crede che il Bologna sia qualcosa di magico con me non giocherà".

Il rapporto con Tacopina e Saputo: "Tacopina era molto contento che venissi qui. Saputo mi ha trasmesso la voglia di lavorare. Noi dobbiamo andare in Europa League, io spero questo per il Bologna. Non siamo qui a vendere fumo, dobbiamo conquistare i tifosi con quello che faremo in campo. Cercherò di rendere orgogliosi i dirigenti. Questa è una società ambiziosa, non sarei tornato altrimenti: mi sono conquistato la Serie A scendendo in Lega Pro, me la sono guadagnata in due anni".

Il doppio salto dalla Serie C alla Serie A: "Penso che un bravo allenatore non smetta mai di imparare. Fra 10 anni spero di essere meglio di ora. Sono andato a Venezia partendo da un presupposto: per lavorare bene ho bisogno di una società seria, che creda in me. Perinetti per me era una garanzia, l'ho avuto alla Juventus, lì ho capito che mi avrebbero lasciato lavorare. Sono stati due anni fantastici, avevo anche altre possibilità ma non ho parlato nemmeno con gli altri quando mi hanno prospettato Bologna. Non ho guardato i soldi, non mi interessa niente. Mi sono sempre guadagnato la pagnotta. Quando ero al Milan non c'erano alibi, come qui del resto: devi solo pensare a giocare e fare il tuo lavoro. Penso che lo capiranno presto. Trovare di meglio rispetto al Bologna non è semplice".

Sullo schieramento tattico: "Sono qui da un giorno e mezzo, cercherò di capire, ci incontreremo e parleremo. La nostra porta non è chiusa per nessuno. Non c'è un posto di diritto, vedremo di capire il sistema migliore. Non ne esiste uno che ti faccia vincere, altrimenti farei solo il fenomeno. In base ai giocatori che ho devo farli rendere. Sono abituati a giocare con il 4-3-3, ma possiamo fare 3-5-2 o 3-4-3 perché abbiamo esterni forti. Ora andrò in vacanza perché ho bisogno anche io di staccare, ho bisogno di 15 giorni".

La grande occasione: "Non ho bisogno di dimostrare nulla a nessuno, sono stato felicissimo al Venezia, quando alleno è la mia Champions League, qualsiasi cosa faccia. Se i miei dirigenti vedono che lavoro da mattina a sera sono contenti, i miei giocatori hanno un allenatore che ti dice di lavorare, ma che è il primo a farlo. È un'occasione incredibile, cercherò di dimostrarmi all'altezza".

Gli obiettivi: "Noi abbiamo un confronto quotidiano, alcuni giocatori sono dovuti andare via per esigenze economiche, chiaramente rinforzeremo la squadra. Abbiamo una base buona, ci sono dei giocatori che possono crescere molto. Poi con il direttore e la proprietà ci sentiamo tante volte al giorno. Abbiate pazienza, la squadra sarà competitiva. Altrimenti non sarei qui, io mi gioco tantissimo. Saputo ha investito molto in questi tre anni, vuole vedere risultati, al massimo delle nostre possibilità".

Il modo di allenare: "Ho seguito sempre allenatori che erano onesti con me. Non posso pensare che tutti fossero come me da giocatore, il miglior psicologo dei giocatori sarò io. Quelli che hanno bisogno di una parola in più, una in meno. Cercherò di essere il primo esempio".

Il percorso con i giovani: "Il percorso svolto in Primavera è stato importante, non posso però allenare solo i giovani. Ci vuole un po' più di pazienza da parte di tutti, sia da parte mia che da parte vostra. Cercherò di farli rendere al meglio. Ho avuto la possibilità di portare il mio staff, ha il veleno perché è passato dalla A alla Lega Pro".

Tutti in gioco: "Cercherò tutti, questa è una buona rosa, ha reso sicuramente sotto le aspettative. Quando un club cambia vuol dire che pensa di potere fare di più. Ci sono tanti giocatori che vanno bene. Siamo in sintonia, sappiamo gli obiettivi. Serve pazienza. Siamo qui, tutti ci giochiamo qualcosa di importante".

L'obiettivo di Inzaghi: "Alla fine del campionato sarò contento se il club sarà orgoglioso di me, così come i tifosi dei loro giocatori. Questa è il mio obiettivo. La rosa... ci mancherà qualche nazionale, che sarà al Mondiale, ma avere l'organico il prima possibile può far incominciare a lavorare bene. Il mercato è aperto ancora per molto tempo. Sono molto sereno, dovrò pensare solo al campo".

Il centrocampista metodista: "Bisogna essere aperti, poi battezzare un modulo e andare avanti su quello. Questa squadra ha bisogno di certezze. Pulgar è un giocatore che ha fatto bene, Nagy può giocare in quel ruolo... per me è fondamentale, detta i tempi alla squadra. In ogni ruolo avremo la coppia".

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