Sabatini parla del suo approdo alla Samp, dell'addio all'Inter e alla Roma. Su CR7: 'Lucida follia'

Il nuovo direttore dell'area tecnica della Sampdoria ha parlato del suo rapporto con Ferrero, oltre che dell'addio all'Inter e dell'approdo in Italia di Cristiano Ronaldo

La Sampdoria ha cominciato un nuovo ciclo ripartendo dal nuovo direttore dell'area tecnica, Walter Sabatini, che ha preso il posto di Daniele Pradé, passato all'Udinese. Blucerchiati che, dunque, si affidano un dirigente molto esperto per cercare di raggiungere quella qualificazione in Europa solo sfiorata lo scorso anno e persa nelle ultime giornate. Un obiettivo dichiarato anche dall'ex direttore sportivo della Roma, che ha ammesso che bisogna sempre puntare in alto per avere le motivazioni giuste in questo sport.

LE PAROLE DI SABATINI

Walter Sabatini ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport. Tanti i temi trattati, dal suo approdo alla Sampdoria all'addio all'Inter, passando per alcuni suoi pupilli, la passione per la Roma e l'approdo di Cristiano Ronaldo. Queste le sue parole:

Cosa è rimasto dell'esperienza all'Inter: "I tifosi. Straordinari. In settantamila a vedere la Spal a mezzogiorno e mezzo. E il prossimo anno saranno ancora di più".

Cosa non ha funzionato: "Una scelta sbagliata. Sono entrato con un presupposto che è venuto subito a mancare. Pensavo di costruire un network internazionale, non è stato possibile. È cambiata la politica governativa sul calcio. Troppe restrizioni. I cinesi non mi ascoltavano più".

Addio dopo la Roma: "Quando l’ho detto lo pensavo. La Roma produce questo effetto nefasto. Ti entra nelle ossa. A seguire, ho lavorato per Suning, non per l’Inter. Poi si torna alla realtà. Solo ora, dopo due anni, riesco a parlare della Roma con un po’ di distacco".

Un possibile ritorno: "Mai. Sarebbe irrealizzabile e anche sbagliato".

Le qualità di Ferrero: "Ferrero è una maschera. Un teatrante incredibile. Ti fa abbassare la guardia, ponendosi come giullare disarticolato, ma sa bene quello che vuole. Persegue i suoi obiettivi. Fatto sta che Ferrero ha due cantieri aperti a Genova, la ristrutturazione di Bogliasco e casa Sampdoria".

Il rapporto con Ferrero: "Una simulazione magnifica, nel rispetto dei ruoli. Lui simula di avere per me un rispetto sovrannaturale, il che naturalmente non è vero, io fingo di crederci. Lui sa che prendermi lì alla Samp è stata un’impresa. Per ora c’è molta leggerezza tra noi, vediamo quando arriveranno le prime sconfitte. E comunque so bene che i miei rapporti professionali sono tutti a scadenza".

Contratto annuale: "Sì, certo. Il problema è che non riesco mai a finire un incarico. Questo con la Samp lo voglio portare in fondo. La gente non dice che le mie sono scelte di libertà lavorativa, che perdo soldi e privilegi, ma che sono inaffidabile".

Su Spalletti: "Uomo generoso come pochi. Impossibile pagare un conto con lui, cosa rarissima in un allenatore. I suoi comportamenti sono spesso deviati da paure preventive e complessi che lo fanno vivere male. Ma è un ottimo allenatore e una bravissima persona".

Su Giampaolo: "Deve derogare sui comportamenti. È troppo chiuso. Gli ho scritto: “Il tuo calcio è come in cinema d’essai, bello ma intransigente. Non ce lo possiamo permettere”. Deve imparare ad essere più capiente. Così mi riduce troppo la scelta dei giocatori".

Su Kolarov: "Mi ha sbalordito Kolarov. Non mi aspettavo trovasse ancora la voglia di correre sulle fasce. Ma lui è come Strootman, un guerriero invincibile".

Su Strootman: "Non toccatemi Kevin. È il mio eroe. E lo sarà sempre. Perché si gioca calcio tutta la settimana, non solo la domenica".

Su Pastore: "Pastore è un figlio mio, gli dico quello che voglio. Nel primo anno al Paris ha fatto cose inenarrabili, poi si è seduto. Lo sa anche lui e gliel’ho detto in privato. Ma è un genio del calcio e ha orgoglio argentino. A Roma vi farà divertire".

Il mercato della Roma: "Stravedo per Kluivert. Una grande operazione. Forte anche il francesino dietro. Si stanno strutturando per essere forti a oltranza".

Alisson in partenza: "Secondo me lo vendono per 70 milioni al Chelsea. A quelle cifre un portiere si vende. Altrimenti devi essere in grado di sopportare un rinnovo del contratto a 5,6 milioni netti. Non mi sembra il caso della Roma".

L'approdo di Cristiano Ronaldo alla Juventus: "Una lucida follia che arricchirà tutto il calcio italiano e rafforzerà incommensurabilmente la Juve. Ci voleva un coraggio sconsiderato solo a pensarla questa operazione".

Su Nainggolan all'Inter: "Due motivi spiegano questa cessione. I 38 milioni in cassa prima del 30 giugno, di cui 14 restituiti per Santon e Zaniolo. E poi alla Roma erano spaventati. Non ce la facevano più a sopportare i suoi eccessi. Spalletti lo controlla abbastanza bene".

Metodo Spalletti: "Lo faceva dormire con sé a Trigoria. “Radja, stanotte ci fermiamo qua io e te”. Ognuno nella sua stanza con la porta aperta. Spalletti in queste cose è un genio. Un figo della Madonna. A uno come Radja poi gli vuoi bene, ti affascina come ragazzo".

Cosa farà Nainggolan: "Il meglio di sé come giocatore l’ha dato alla Roma. Ma all’Inter farà cose che neanche si aspettano. Perché lui attinge le sue energie dai nervi, non dai muscoli. Giocatore unico, irripetibile".

Su Icardi: "Quasi impossibile trovare uno del suo valore con i soldi della clausola. E poi Icardi è un ragazzo eccezionale, con un’etica sbalorditiva, come padre, marito e calciatore. Incredibile che uno così, con tutto quello che gli gira intorno, non sia uno squilibrato".

Su Totti: "Gli voglio bene. Un monolite intangibile. Se lo tocchi sei morto. Non è colpa sua. Già a vent’anni, tutti lo hanno indotto a pensare “La Roma sono io”. Uomo divertente, campione incommensurabile. Gli ho visto fare cose inaudite in campo".

Su Gerson: "Gerson qualche segnale l’ha dato. Giocatore indolente. Non ha capito che deve sfruttare le sue enormi qualità fisiche. Non sfida mai l’avversario. Si accontenta. Gli dicono di giocare semplice ma esagera. Una volta gli ho scritto: “Mi corri in verticale con la palla e mi dribbli un uomo una volta ogni tanto?".

Su Iturbe: "Iturbe ha avuto un problema che abbiamo tenuto nascosto. Lui partì fortissimo con la Roma. Poi probabilmente si è rotto il crociato posteriore e non l’abbiamo mai operato. Abbiamo scelto la terapia conservativa. Da allora non è più lui".

Su Pallotta: "Uomo insicuro, di lui si ricordano solo le smentite. Ma non dico altro, non voglio alzarmi un giorno e ricordarmi di aver parlato di lui".

Grato a Lotito: "Assolutamente. Mi volle quando ero un uomo a terra per la squalifica e stavo malissimo, rovinato. Poi cercò di trattenermi alla Lazio quasi con la forza".

Sui Mondiali: "Me li sto godendo anche se non c’è stato il campione abbagliante da ricordare. A parte, forse, Hazard e aggiungo Mbappé. Un miracolo calcistico. Metti insieme l’età, la sfrontatezza al confine della maleducazione e un fisico imponente".

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