Hamsik: 'Il gol più bello al Milan, il momento più difficile a Firenze. Erede? Spero Insigne'

Il centrocampista slovacco ha presentato la propria autobiografia a Castelvolturno e ha trattato vari temi su presente, passato e futuro

Questa estate sembrava destinato a dire addio, con la Cina che continuava a corteggiarlo. Marek Hamsik, però, alla fine ha deciso di restare al Napoli e di mettersi al servizio del nuovo allenatore, Carlo Ancelotti, che in queste prime giornate sta cercando di disegnargli un ruolo tutto nuovo rispetto a quello di mezzala in cui è stato sempre impiegato da Maurizio Sarri: quello di regista. Una sorta di nuovo Pirlo, che ha dato risposte contrastanti, alternando prestazioni buone ad altre negative. Ma il centrocampista slovacco è ormai un simbolo e una bandiera degli azzurri, anche se il futuro resta un mistero, come ammesso da lui stesso quest'oggi a Castelvolturno.

Il Napoli vuole blindare Zielinski.

NAPOLI, HAMSIK PRESENTA LA SUA AUTOBIOGRAFIA

Evento importante quello che si è tenuto quest'oggi a Castelvolturno, al centro tecnico del Napoli, dove il capitano degli azzurri, Marek Hamsik, ha presentato in conferenza stampa la propria autobiografia, Marekiaro, trattando vari temi riguardanti il passato, presente e futuro della sua carriera. Queste le sue parole:

I tre momenti più importanti della carriera: "L'arrivo a Napoli, non sapevo cosa aspettarmi. C'erano migliaia di tifosi qui. Poi la vittoria della prima Coppa Italia, festeggiammo alla grande in città. Il terzo forse il record battuto di Diego".

Sabato match contro quella Fiorentina che ha spento definitivamente i sogni scudetto lo scorso anno: "Ci dispiace per quella gara, ci credevamo, ci credeva tutta la città. E' andata così, ma ci teniamo non solo sabato ma per tutto l'anno. Il sogno è lo stesso, la città lo merita".

Cosa ha dato Napoli: "Dal primo giorno l'amore dei tifosi, col passare degli anni ancora più affetto. Il calore della gente è bello, non capita a tutti, sono orgoglioso del rapporto con la città".

Il ruolo di regista: "Il mister mi disse subito che mi voleva lì, ci credo e sto dando tutto per migliorare".

Sconfitta contro la Fiorentina momento più difficile: "Ce ne sono stati altri, forse quello ha fatto più male perché eravamo vicini. Ma ce ne sono stati altri, fa parte del gioco e da professionisti dimentichiamo in fretta per andare avanti a battagliare".

Sempre in svantaggio fino ad ora: "Ci dobbiamo pensare perché non è possibile andare sotto in tutte e tre le partite. Speriamo di cambiare già sabato, non sempre la puoi ribaltare".

Il gol e i momenti più belli: "Col Milan fu bello, poi quello in finale di Coppa Italia con la Juve. Ma ce ne sono tanti. Ogni partita di Champions è bella, con la canzone, davanti ai nostri tifosi, la prima fu emozionante. Ci sono tanti ricordi belli".

Esempio: "Ci guardano milioni di tifosi, sei l'idolo di donne e bambini, per questo sono attento ai miei comportamenti e sono serio. Voglio essere una persona da ammirare e voler bene. L'educazione è la prima cosa".

Sul futuro: "Non lo so, ho ancora anni da calciatore. Poi ci penserò, ho una scuola calcio in Slovacchia chissà".

Posti ancora da visitare a Napoli e l'amore del popolo azzurro: "E' difficile girarla per questo motivo, c'è tanto amore ed è normale. E' difficile nascondersi (ride, ndr). Non sono stato a Napoli sotterranea e sul Vesuvio, ma ci andrò".

Migliorare il risultato dello scorso anno: "Questo è il gruppo più compatto in cui ho giocato. E' cambiato poco, è lo stesso e ci tiene molto. Possiamo fare bene".

Appello ai tifosi: "Il tifoso non ha bisogno, la strada la trova da sola. E' la loro passione e ci aiuteranno come sempre".

HAMSIK E L'EREDITA'

Marek Hamsik in conferenza stampa ha parlato anche di eredità, sia per quanto riguarda la fascia di capitano, sia per quanto riguarda la possibilità di vedere un giorno uno dei suoi figli con la maglia del Napoli:

Eredità per la fascia: "Io spero col cuore che vada a Lorenzo Insigne, è napoletano e ci tiene tanto. E' già un simbolo ed è già capitan futuro".

Crisi del calcio italiano: "Fa male vedere l'Italia così, quando ero bambino ricordo la finale '94 ed era eccezionale. Spero torni a quei livelli".

Sulla possibilità di vedere i figli con la maglia del Napoli: "Sono contento che hanno il mio dna, già giocano in scuola calcio e pure bene. Speriamo che almeno uno dei due possa essere professionista. Sono nati tutti qui, sono figli di Napoli. Provo ad essere presente, li accompagna a scuola e recupero il tempo perso".

A Napoli a vita: "Ci tengo alla maglia, per questo sono qui da 12 anni. Può darsi anche dopo il calcio, ho dedicato tutta la mia carriera a Napoli e ne sono fiero".

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