Cairo: 'Siamo a tre punti dalla Champions ma c'è una cosa che non va bene'

Il patron del Torino ha parlato del momento della sua squadra commentando la classifica e soffermandosi su ciò che non è andato bene in questo inizio di stagione

Il Torino, dopo un inizio difficile, sembra essersi ripreso e grazie alle due vittorie consecutive ottenute contro il Chievo Verona e contro il Frosinone, ha scalato la classifica, salendo a 12 punti e portandosi a tre lunghezze dalla zona Champions. Una stagione, fino ad ora, condizionata anche da alcuni errori arbitrali, in particolare contro l'Udinese con il gol annullato a Berenguer per un fuorigioco quantomeno discutibile. Le uniche due sconfitte per la squadra di Mazzarri sono arrivate contro squadre ben più attrezzate come la Roma alla prima giornata, con il gol vittoria di Dzeko arrivato solo al 90', e contro il Napoli. Il patron del Toro, Urbano Cairo, comunque, ha costruito una rosa che potrebbe dire la sua per un piazzamento in Europa.

Il Torino batte il Frosinone 3-2.

TORINO, CAIRO SODDISFATTO DELLA CLASSIFICA

Il patron del Torino, Urbano Cairo, ha parlato ai microfoni di Radio Rai Uno dicendosi soddisfatto di quanto visto fino ad ora:

"Questo Torino mi soddisfa anche se tutto è migliorabile. Siamo a tre punti dalla Champions".

Cosa non va bene: "Su 8 partite abbiamo avuto 4 partite in cui ci hanno fatto arrabbiare con gli arbitraggi. Dalla sfida contro la Roma all'annullamento del gol di Berenguer, fino al gol del Frosinone che non c'era per fallo su Sirigu. Oggi il Toro con quei tre punti lasciati per strada, saremmo al terzo posto a pari merito con la Lazio. E' assurdo che ci sia il VAR se poi gli arbitri non viene utilizzato. A me ha sempre convinto ed ero molto contento dell'inserimento della tecnologia. Però se dopo un anno siamo ancora qui ad avere un arbitro appena arrivato in Serie A che decide di non utilizzare il VAR per capire come è andata un'azione importante, è dura. Il fatto di voler restare ancorati sulle proprie decisioni, soprattutto se si è giovani, il tema è grave. In ogni caso sono paziente e capisco che ci sia bisogno di tempo per i giovani arbitri di capire tutto. Io penso che dovremmo fare come nella pallavolo con almeno una chiamata da parte di capitano o allenatore per costringere l'arbitro a rivedere l'azione al VAR. Dopo un anno credo che tutto dovrebbe essere capito, anche perché i nostri arbitri sono molto bravi. Se penso a Valeri che fischia nel momento in cui la palla entra in porta contro l'Udinese, vanificando la possibilità di rivedere e convalidare il gol successivamente, non capisco".

Come migliorare il Var: "Io non ho mai fatto incontri o richieste a nessuno. Voglio che le cose vengano fatte alla luce del sole e non credo che ci sia bisogno di passi ufficiali se poi andiamo pubblicamente a dichiarare il nostro umore relativo a questo inizio di torneo. Se qualcuno volesse raccogliere le mie idee, basterebbe un attimo, vista l'intelligenza delle persone che sono a capo degli arbitri".

CAIRO SUL MERCATO

Il patron del Torino, Urbano Cairo, ha parlato anche dei rumors di mercato, in particolar modo su Lazzari, accostato negli ultimi giorni ai granata:

"Non stiamo pensando minimamente al mercato che verrà. Siamo a inizio campionato. In quel ruolo abbiamo De Silvestri e Ansaldi più dei giovani che sono delle garanzie. E' un ragazzo molto forte ma non abbiamo bloccato nessuno".

La mancata convocazione di Belotti: "Credo che Mancini stia facendo una selezione ad ampio raggio per vedere tutti e in questo caso ha scelto altri anziché Belotti. Lui deve pensare solo ad allenarsi bene con la squadra e ritornare più forte di prima, fare gol e mettere in difficoltà il ct. A volte doversi riconquistare un qualcosa che tu senti tua, può essere positivo. Io rispetto assolutamente le decisioni prese da Mancini e ci mancherebbe altro".

Lottare per lo scudetto: "Io sono sempre stato ambizioso e ho sempre puntato al massimo dappertutto. Vincere lo scudetto però non è facile. Quando hai un fatturato che poi indirizza gli investimenti e che è 1/5 di quello della Juventus, è chiaro che ci sia un grave handicap per puntare a questo tipo di risultati. Dobbiamo competere con persone brave, giocatori forti e club che hanno maggiori risorse. Noi dobbiamo cercare di migliorare ogni anno, ma è chiaro che la componente economica è fondamentale. Questo non vuol dire che noi non dovremo cercare di migliorare di anno in anno".

La cessione di Ljajic: "Lui preferiva una squadra dove potesse giocare con continuità. E' una scelta che ha fatto lui col suo agente e la sua famiglia. Avendo molti buoni giocatori abbiamo deciso di dargli il via libera. Soriano è in grande crescita e dimostrerà presto di essere un grande fantasista. Anche Iago Falque è molto bravo in quel ruolo. Avendo Ljajic scelto una strada diversa, diventa difficile trattenerlo".

TI PIACE SCOMMETTERE SUL CALCIO? USA WILLIAM HILL E PRENDI IL BONUS INIZIALE



News correlate

Torna su